“Fare una figura da cioccolataio”: l’origine dell’espressione torinese

A cura di Carlo Gnecchi Ruscone. Fonte https://www.guidatorino.com

Torino ed il cioccolato, una storia d’amore dolcissima ed infinita. In principio fu Emanuele Filiberto di Savoia, che spostò la capitale ducale da Chambéry a Torino nel 1559, a portare nel capoluogo piemontese i primi semi di cacao. Inizialmente servito a corte come bevanda per la merenda pomeridiana, il cioccolato si diffuse poi in tutti gli strati della popolazione diventando una delle tradizioni culinarie torinesi per eccellenza.



Lo scrittore Alexandre Dumas, durante un suo viaggio a Torino nel 1852 disse a tal proposito: “Tra tutte le buone e belle cose di Torino, non dimenticherò mai l’eccellente bevanda al cioccolato servita in tutti i caffè”. Impossibile dargli torto! La dolce tradizione è talmente radicata nella città che nel corso del tempo sono nati a Torino i primi cioccolatini della storia, il mitico “bicerin” e molto altro ancora.

Oggi Torino è una delle più importanti città italiane per la lavorazione del cioccolato: qui si producono annualmente 85.000 tonnellate del nettare degli dei, pari al 40% del totale nazionale. Al cioccolato però, oltre a tutte queste delizie, è legata anche una tipica e divertente espressione tutta torinese “fè na figura da ciculatè” (fare una figura da cioccolataio), ovvero fare una figuraccia. Ma da dove nasce questo modo di dire torinese? Bisogna innanzitutto sapere che, visto il successo di questa delizia gastronomica, alcuni maestri cioccolatai di Torino guadagnarono rapidamente fama e molti soldi tanto da diventare alcune delle figure più ricche del tempo tra la borghesia. Una versione dell’origine di questa espressione ci viene data da Alberto Viriglio nella sua opera Voci e cose del vecchio Piemonte pubblicata a Torino nel 1917. Si dice che, tra il ‘700 e l’800, ci fosse a Torino un cioccolatiere che andava in giro con una carrozza trainata da ben 4 cavalli.

All’epoca i borghesi nella città sabauda si spostavano con carrozze trainate da soli due cavalli. Sembra che il Duca Carlo Felice vedendolo si sia risentito della cosa e lo abbia convocato, chiedendogli di non ostentare abitudini reali in quanto il re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme non poteva permettersi di fare “na figura da ciculatè”. Di conseguenza Carlo Felice avrebbe richiesto una carrozza ben più lussuosa e regale di quella del ricco cioccolataio affermando: “Quando esco in carrozza non voglio fare la figura di un cioccolataio”.

Un’altra storia legata all’origine della curiosa espressione torinese racconta di un ricchissimo cioccolataio di Genova che si presentò, nel 1828, all’inaugurazione del teatro Carlo Felice con una carrozza molto più lussuosa di quella del re. Secondo una versione della storia questa circostanza provocò l’ilarità del popolo che iniziò a dire che il re aveva fatto “na figura da ciculatè”. Secondo un’altra versione invece, fu lo stesso re ad inventare questa espressione, rimproverando il ricco genovese e dicendogli che il re non poteva essere scambiato per un cioccolataio.

GRUPPO ITALIANO ATTACCHI - Associazione Sportiva Dilettantistica
gruppoitalianoattacchi.it

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