Buongiorno,
Le chiedo cortesemente una Sua opinione in merito ad una difficoltà insorta recentemente con il mio puledro.
Ho un puledro maremmano di 4 anni che è stato ferrato 4 volte con qualche difficolà ma tutto nella norma.
L’ultima volta il manisiscalco (uomo molto esperto e capace) dopo ben 3 ore e mezza è riuscito a ferrare solo gli anteriori. Il cavallo rampava, si impennava e ha creato enormi pericoli (il cavallo è alto 1,72).
Il maniscalco ha rinunciato e mi a chiesto di rivolgemi ad altri.
Ieri è venuto un manicalco che lavora anche negli ippodromi ma nonostante una grande pazienza non c’è stato nulla da fare sui posteriori.
La prossima volta il vetrinario gli somministrerà un calmante ma questa non volglio che sia la soluzione finale.
Cosa posso fare? Tenga conto che il cavallo è sereno e tranquillo ma cambia letteralmente espressione appena mi avvicino per sollevare una gamba. Fino a poco tempo fa sollevare la gamba per pulire lo zoccolo e mettere il grasso non era un problema. Ora va nel panico appena sente battere.
Per abituarlo gli sollevo un anteriore e poi provo a tranquillizzarlo con la voce e con carezze. Provo a battere sullo zoccolo con la mano o con il curasantte ma non noto migliramenti. Cosa osso fare? Grzie
- Maurizio ha scritto 15 anni fa
Caro Maurizio,
nel messaggio dice il suo cavallo "è stato ferrato 4 volte con qualche difficoltà". Ma cosa intende con più precisione? Queste difficoltà erano sempre le stesse? Ne diminuiva l’intensità o aumentava? Nelle 4 ferrature ci sono state variati per esempio di tipo ambientale o di approccio?
Dice poi che il cavallo è "sereno e tranquillo" e che "fino a poco tempo fa sollevare la gamba per pulire lo zoccolo e mettere il grasso non era un problema. Ora va nel panico appena sente battere". Io prima di pensare alla causa psicologica, ammesso che abbia risposto alle precedenti domande in modo da poterla escludere, verificherei che non ci sia una causa fisica quindi chiederei un controllo al mio veterinario di fiducia. Forse, ma la mia è solo un’ipotesi, nell’ultima ferratura un chiodo può essere, accidentalmente, entrato male causando un dolore non indifferente al suo cavallo.
Deve avere pazienza e cercare la causa del problema per esclusione.
Mi tenga aggiornata.
Serena
- Serena Cappello ha risposto 15 anni fa
Buongiorno,
innanzitutto grazie per la risposta. Le difficoltà a cui alludevo sono le "tipiche" difficoltà che si incontrano ferrando un cavallo le prime volte, ovvero il cavallo appoggia il suo peso costringendo il maniscalco a lasicare la presa. Le prime due volte è stato ferrato presso l’allevamento di origine prima dei performance test. Dopo l’acquisto ha cambiato ambiente passando da Veneto al Trentino ma non lo stile di vita. Lui sta giorno e notte in un ampio paddok con capannina e vicino alui ci sono altri cavalli (in altri spazi). La prima volta che è stato ferrato da me è stato bravo sugli arti davanti, mentre su quelli dietro appoggiava il peso del suo corpo facendo faticare un pò più del normale il maniscalco ma tutto qui. Trascorsi due mesi e giunto il tempo per una nuova ferratura è cambiato tutto come le ho scritto con difese pericolose e cattive. Anche io ho pensato al fatto che un chiodo possa averlo ferito però la sua reazione (anche per altre esperienze) mi sembra davvero sproporzionata. Il fatto "strano" è che il cavallo resta li calmo, alza le zampe ma non appena sente battere diventa una furia. Una volta riappoggiato l’arto a terra torna tranquillo.
Grazie
maurizio
- Maurizio ha risposto 15 anni fa
Caro Maurizio,
escludendo qualsiasi causa fisica da quello che mi dice sembra che il cavallo associ il "battere" ad un’esperienza sgradevole. Dovrebbe ripercorrere con la mente le ultime ferrature e cercare di capire cosa può averlo turbato. Inoltre la giovane età fa sì che categorizzi tutte le esperienze in modo più veloce e purtroppo più duraturo. Se una nuova esperienza come la prima ferratura, (o la prima salita sul trailer, la prima sverminazione, la prima esperienza di qualsiasi genere) è traumatica, il cavallo da quel momento in poi avrà timore di tale procedura. Probabilmente, per una serie di sfortunati ed involontari eventi, l’esperienza della ferratura è stata categorizzata in modo sbagliato, ora tocca armarsi di santa pazienza, cercare di capire l’errore e correggerlo.
Per quanto riguarda reazioni e sopportazione del dolore sono estremamente soggettive e dipendono anche dall’indole del cavallo (come per noi persone), magari il suo cavallo è più sensibile rispetto a tutti quelli con cui ha avuto a che fare. Deve considerare che il senso tattile dei cavalli è molto accentuato, pensi che la sensibilità che noi umani abbiamo solo nei polpastrelli, i cavalli la possiedono, invece, su tutto il corpo. Basti pensare a questo: i cavalli avvertono una mosca che si poggia sul pelo (non sulla pelle, ma sul pelo!!). Pertanto, partendo da quel presupposto, si può sfruttare tale sensibilità per desensibilizzare un cavallo a quello stimolo tattile che è stato, precedentemente, interpretato come una minaccia. Finché non sarà inflitto del dolore e saranno utilizzate delle tecniche di modellamento in modo appropriato si può insegnare ai cavalli a godere e ad accettare le normali pratiche della cura dei piedi, (della pulizia o della palpazione). Il comportamento dei cavalli che hanno imparato ad opporsi a tali procedure di routine può essere modificato. Per fare questo, il cavallo deve essere desensibilizzato. Gli stimoli devono essere presentati come carezze. Quindi con molta calma, e in situazione di sicurezza (per lei e per il cavallo) potrebbe cominciare a far associare quel rumore a qualcosa di gradevole, far sentire quel rumore in una situazione di tranquillità (anche non legato alla sua ferratura) in modo che "capisca" che il rumore non gli procurerà nessun dolore. Deve sfruttare una "desensibilizzazione progressiva" quindi cercare di ottenere sempre piccoli risultati ma non si deve fermare finché il cavallo non si dimostra rilassato, finché non raggiunge il "punto di abitudine" a quello stimolo (nel suo caso sonoro). Se interromperà quando il cavallo ha ancora paura o tenta di fuggire non farà che rinforzare quel suo desiderio di evitare la situazione. È un procedimento lungo e richiede molta pazienza, nel frattempo segua i consigli del suo veterinario e del maniscalco. Buon lavoro, in bocca al lupo e mi tenga aggiornata.
Serena
- Serena Cappello ha risposto 15 anni fa
Gentile Serena,
La ringrazio per la puntualità e per la chiarezza della Sua risposta.
La terrò informata degli sviluppi.
Grazie
Maurizio
- Maurizio ha risposto 15 anni fa
Buongiorno,
Le scrivo nuovamente per aggiornarLa su alcuni cambiamenti intercorsi el frattempo. Dopo un pò di lavoro fatto con pazienza e seguendo anche i suoi consgli ora il cavallo da gli arti anteriori senza alun problema. Posso battere sul ferro, e fare tutti i movimenti senza che lui si spaventi o opponga resisenza (facendo però sempre molta attenzione).
Questi stessi ottimi progressi non ci sono assolutamente sui posteriori pur avendo seguito la medsima procedura.
Le premetto che per evitare di sedarlo dietro non l’ho fatto ferrare.
Appena, lentamente, mi avvicino per alzare un posteriore il cavallo si gira verso d me e prova a scalciarmi. Se uso la brusca sui posteiori resta fermo ma se lo accarezzo a mani nude lentamente per avvicinarmi e alzare la gamba reagisce. Ora uso una longe con la quale riesco ad alzargli i posteriori. Lui reagisce e scalcia ma io con calma e usando la voce cerco di tenere su la gamba fino a riuscire a tenerla con le mani, accarezandolo sui garretti ma la sua reazione non tarda a venire.
Le mie domande sono queste: sto opeando nella direzone giusta? ci sono margini di recupero o sto perdendo tempo secondo Lei?
Grazie
Maurizio
- Maurizio ha risposto 15 anni fa
Caro Maurizio,
sono contenta per i successi che ha ottenuto con il suo cavallo e sono convinta che ne otterrà molti altri continuando a lavorare con la costanza e la passione che percepisco da quello che mi scrive. Non si scoraggi, non si faccia intimidire e soprattutto non si innervosisca mai quando lavora su questo atteggiamento del cavallo. Cerchiamo di leggere nel dettaglio e capire la reazione del cavallo dalle sue parole. Lei scrive: "Se uso la brusca sui posteriori resta fermo ma se lo accarezzo a mani nude lentamente per avvicinarmi e alzare la gamba reagisce". Il suo cavallo sa benissimo che quando ha la brusca in mano gli spetta un certo tipo di trattamento. La pulizia, il massaggio e le carezze che ne ricava le gradisce molto e con ragione glielo lascia fare senza dare nessun problema. Cerchi allora di sfruttare questa situazione a suo vantaggio iniziando magari prima ad accarezzarlo con la brusca, poi sostituendo furbescamente la mano alla spazzola continui a massaggiarlo fin dove lo gradisce. Gradualmente con la mano lo accarezzi sempre più vicino al punto da desensibilizzare. Se il cavallo mostra paura, si ritiri e lo accarezzi più lontano. Il cavallo deve gradire ad essere toccato in questo modo, e nello stesso tempo ha creato una situazione più sicura per entrambi che di solito incoraggia la fiducia e il rispetto reciproco. Se il cavallo si agita, ritorni semplicemente al punto in cui tollerava il massaggio o accarezzi. La procedura è una desensibilizzazione progressiva unita al metodo di "attacco e ritirata", la esegua con delicatezza e con calma avanzando sempre per piccoli passi. Magari può alternare questa procedura con il suo metodo dell’utilizzo della longe e notare se ci sono differenze di atteggiamento. Può provare ad utilizzare entrambi i metodi contemporaneamento. Ancora una volta deve procedere per tentativi ed errori. Un’ultima sua frase che vorrei sottoporre all’attenzione è questa:" Appena, lentamente, mi avvicino per alzare un posteriore il cavallo si gira verso d me e prova a scalciarmi". Ma lavora da solo con il suo cavallo? O si fa aiutare da qualcuno? Lavorare affianco al garrese e con una persona esperta che tenga sotto controllo il cavallo minimizza i rischi. È consigliabile mantenere sempre "tre punti di contatto" cioè tre parti del suo corpo devono essere sempre a stretto contatto con tre parti del corpo del cavallo. Ciò permette di percepire il rilassamento, la tensione, il tremito o il raccoglimento dei muscoli anche se dovesse effettuare un movimento improvviso. Il rapido tempo di risposta del cavallo non permette a nessun essere umano di muoversi altrettanto velocemente da evitare un calcio o un colpo, pertanto è vantaggioso essere in grado di capire il cavallo ed anticipare il suo stato d´animo.
Per concludere sono sicura che tutto il lavoro che sta facendo non è tempo perso, anche perché i primi risultati sono stati già ottenuti.
Colgo l’occasione per invitarla a FieraCavalli Verona. Come sicuramente ha letto sabato 5 novembre al padiglione 4 al villaggio del portale del cavallo ci sarà il seminario di etologia in cui io spiegherò cos’è l’imprinting. Il venerdì 4 sarò a disposizione come "l’esperto risponde in fiera". Mi farebbe piacere incontrarla e magari parlare di persona e approfondire la situazione del suo cavallo. La invito a leggere i programmi di tutti i convegni e incontri tematici organizzati dal portale del cavallo, tutti molto interessanti, utili ed istruttivi.
Spero a presto
Serena
- Serena Cappello ha risposto 15 anni fa
Buongiorno,
mi dispiace non essere riuscito ad incontrarla alla fera cavalli a Verona. Sabato ho avuto una serie di incontri in fiera e non sono poi riuscito a passare al padiglione 4. In ogni caso ho parlato con la persona che ha domato il mio cavallo il quale mi ha assicurato che lui lo ha fatto ferrare due volte senza problemi e senza l’uso di sedativi. Questo rende ancora più misterioso il motivo di questo cambiamento repentino nel comportamento. In ogni caso mi ha anche lui consilgliato di utilizzare una longe per alzare i posteriori e contestualmente utilizzare delle tecniche per desensibilizzare il cavallo sui posteriori e infondere fiducia e serenità. Sicuramente non sarà un lavoro breve (considerando purtroppo anche il poco tempo che ho a disposizione) in ogni caso l’inverno che si avvicina e le forti nevicate che arriveranno saranno di aiuto dato che il cavallo in queste condizioni non è utilizzabile (almeno per 3 mesi). Il cavallo almeno fino a febbraio resterà senza ferri (solo sui posteriori) e approfitterò di questi mesi per continuare a lavorare pazientemente. La ringrazio ancora per i preziosi consigl che mi ha dato.
Buona giornata
Maurizio
- Maurizio ha risposto 15 anni fa
Buongiorno,
non senza soddisfazione le scrivo che un paio d’ore fa abbiamo ferrato il cavallo sugli anteriori senza il ben che minimo problema e senza nessuna forma di sedazione o altro. Il cavallo non ha rampato non si è impennato non è stato pesante ne altro. Non si potrebbe chiedere di più nemmeno al più docile dei cavalli.
Dietro, però, neanche a parlarne. Diciamo che rispetto ad un paio di mese fa le cose stanno andando molto meglio. Sui posteriori è desensibilizzato: posso pulirlo o accarezzarlo senza che lui reagisca. A "mani nude" però, non riesco ad alzargli la gamba: scalcia. Usando la longhina la sollevo e riesco a prendere poi lo zoccolo con la mano, lo accarezzo e lo chiamo con la voce. Tutto questo sollevando la gamba e portandola in direzione della testa del cavallo. Se provo a spostarmi in direzione opposta (quella utile per la ferratura) reagisce e scalcia. Questa seconda operazione la faccio con la longhina. Mentre scalcia lo tengo sollevato quando è rilassato lascio che abbassi la gamba, sempre "seguendolo" con la voce.
Alcuni mi hanno detto che il cavallo durante la doma non è stato adeguatamente sottomesso, per questa ragione durante la ferratura non ha paure varie ma semplicemente lui ha deciso che dietro non vuole farsi ferrare.
Questa tesi potrebbe anche essere corretta se non che il cavallo quando lo porto in giro con corda e capezza non mi passa mai davanti, non mi viene mai addosso e si ferma appena io smetto di camminare. Nel tondino fa le tre andature a comando vocale e quando lo fermo si mette verso di me (che sono al centro) fa un passo ma di più non si avvicina rispettando la distanza.
Lei cosa pensa in merito?
Grazie per la Sua cortesia.
Maurizio
- Maurizio ha risposto 14 anni fa
Buongiorno Maurizio,
Ho ripercorso la storia del cavallo. Siamo partiti nel mese di settembre con un cavallo che si faceva mettere i ferri con difficoltà sia sugli anteriori che sui posteriori (difficoltà, però, maggiori sui posteriori). Ha ripreso quindi tutto il lavoro di desensibilizzazione e, in un mese, ha tranquillizzato il suo cavallo nella pulizia dei piedi ed ai rumori del ferro (con sempre delle difficoltà sui posteriori). Siamo a dicembre, sono passati tre mesi, e il cavallo (con anche mia grande felicità) si è lasciato ferrare gli anteriori. Le difficoltà persistono sui posteriori. Innanzitutto rileggendo questa breve cronologia è stato un susseguirsi di miglioramenti, quindi sono fiduciosa anche nella risoluzione completa del problema. Ora è desensibilizzato alla pulizia anche ai posteriori però con l’aiuto della lunghina e inoltre nel momento in cui cambia posizione cercando di assumere quella da ferratura il cavallo subito reagisce e scalcia. Non è che ha deciso di non farsi ferrare credo che abbia semplicemente sviluppato un avversione nei confronti di tale pratica. La reazione violenta lo aiuta ad evitare una situazione spiacevole e credo che nella memoria del suo cavallo la ferratura dei posteriori ha acquisito un particolare significato sicuramente non gradito. E da quello che ho letto non usa solo una reazione violenta ma sta escogitando tutta una serie di strategie per farsi lasciare in pace. Lei scrive: "mentre scalcia lo tengo sollevato quando è rilassato lascio che abbassi la gamba". E’ una procedura che andava bene le prime volte, quando doveva farlo rilassare, ma lei -ora- agendo in questo modo, cosa sta insegnando al suo cavallo? Che se lui fa delle rimostranze più o meno violente e poi si rilassa lei lo lascia in pace, ecco che ha comunicato al cavallo esattamente l’opposto di quello che voleva. Quindi, è giunto il momento che quando il suo cavallo si rilassa, non lo molli ma continui la sua procedura. Una volta che si è rilassato, non lasci la gamba ma provi a portarla nella posizione utile per la ferratura e le pulisca semplicemente il piede. Lasciare la gamba sarà il suo premio, ma deve essere lei a darlo, non il cavallo a chiederlo. Un gruppo di ricercatori della State University di New York ha condotto degli esperimenti per riuscire ad associare situazioni nuove o che incutono timore con qualcosa che arreca piacere come parole di incoraggiamento, carezze o cibo. Quindi Mentre esegue questa procedura provi a distrarlo con del cibo di cui è particolarmente goloso.
Per quanto riguarda l’ultima parte della sua domanda, sono quasi certa pure io, che è stato commesso qualche errore, può darsi pure qualcosa di irrilevante per noi ma che nel suo cavallo ha instaurato questo stato di ansia. Questo però non vuol dire che abbia qualche collegamento con il resto del primo addestramento, quest’ultimo è stato eseguito tutto in modo corretto e per questo il cavallo risponde alle sue richieste.
Resto in attesa di novità
Serena
- Serena Cappello ha risposto 14 anni fa
Buongiorno Serena,
grazie ancora per questo ennesimo suggerimento. Oggi l’ho messo in pratica e ho notato fin da subito una reazione più positiva e più rilassata del cavallo. L’uso di qualche ghiottoneria dopo aver sollevato la gamba senza reazioni (specie sugli anteriori) l’ho sempre adottato, notando fin da subito che questo metodo (se usato nei tempi e nei modi corretti) è estremamente efficace.
Continuerò con costanza, credo che la strada giusta sia stata ormai imboccata. Mai avevo avuto (in 30 anni)un problema simile. La terrò informata. Grazie ancora.
Maurizio
- Maurizio ha risposto 14 anni fa
Buongiorno,
riprendo dopo più di tre mesi questa discussione in quanto c’è stato un epilogo piuttosto importante.
L’ultima ferratura, della quale ho fatto menzione in questa discussione, risale al 2 dicembre 2011.
A metà marzo, dopo i mesi invernali passati a lavorare (sollevare i posteriori) è giunto il momento di ferrare il cavallo.
Sugli anteriori ha confermato i progressi evidenziati il 2 dicembre (e su questo non avevo dubbi).
Sui posteriori è andato tutto per il meglio.
Facendo scivolare la mano dalla groppa al garretto il cavallo ora alza il posteriore autonomamente tanto che ora è possibile prendere direttamente lo zoccolo e portare la gamba nella posizione desiderata. Attendere qualche secondo perchè si rilassi e poi fare tutto ciò che serve.
Naturalmente non tutti i giorni sono uguali, a volte occorre alzare la voce data qualche resistenza o qualche punizione se scalcia, ma ora è un cavallo pressochè "normale".
I suoi consigli sono stati molto utili, e per questo torno a ringraziarLa sentitamente, tanta pazienza, tanta voglia di far fatica (con qualche rischio) e il cavallo è tornato ad essere gestibile durante la ferratura.
Si tratta pur sempre di un cavallo con una personalità e un temperamento di tutto rispetto (non gradisce essere strigliato pur usando la striglia di gomma, non vuole restare legato e anche su questo sto lavorando) però col quale è possibile convivere e condividere momenti di reciproca soddisfazione. Nove mesi fa non avrei mai pensato di poter scirvere un post come questo. Spero che questa mia esperienza possa essere di qualche utilità anche per altre persone.
Maurizio
- Maurizio ha risposto 14 anni fa
Caro Maurizio,
quanta gioia nel leggere il suo ultimo messaggio!! La sua volontà, la sua costanza, e il suo coraggio sono stati premiati. Lavori sempre in questo modo con il suo cavallo e col tempo otterrà tantissime soddisfazioni. Spero di poter continuare a leggere belle notizie.
In bocca al lupo!!
Serena
- Serena Cappello ha risposto 14 anni fa
Buongiorno Dottoressa,
a circa un anno dal mio ultimo post Le riscrivo solo per confermarLe che i progressi evidenziati un anno fa sono ulteriormente aumentati e si sono consolidati.
Il cavallo viene ferrato sia sugli anteriori che sui posteriori con estrema facilità, come con un docile vecchio cavallo.
Il rapporto con l’uomo in generale è migliorato e anche nel box e nel paddok accetta la mia presenza e quella di altre persone "familiari" di buon grado. Direi che dopo i problemi di ambientamento, durati alcuni mesi tutto si è risolto per il meglio. Pur avendo certamente un carattere deciso, orgoglioso e forte il cavallo maremmano una volta ricondotto ad una vita "umana" si dimostra un amico affidabile e eccellente. Grazie ancora per i suoi consigli e, data questa esperienza, mi permetto di comsigliare a tutti (anche nelle situazioni più pericolose e snervanti) di mantenere sempre la calma e la serenità sia fuori che dentro. Il vostro cavallo col tempo vi capirà e saprà premiarvi. Grazie ancora.
Maurizio
- Maurizio ha risposto 13 anni fa
Caro Maurizio,
la ringrazio per il suo cortese aggiornamento. Sono felicissima che tutto sia andato per il meglio.
La calma,la tranquillità, la pazienza e la perseveranza del cavaliere sono gli ingredienti basilari per instaurare con il proprio cavallo un rapporto sano e per poter affrontare anche le situazioni più critiche. Spero che non solo continui a consigliare un atteggiamento rilassato ma anche che condivida la sua epserienza con il maggior numero di persone possibili.
In bocca al lupo per tutto e complimenti per il suo successo.
Serena
- Serena Cappello ha risposto 13 anni fa
avevo lo stesso problema col mio asino e per come scalciava con i posteriori mi faceva volare perchè io non mollavo la zampa e altre volte provava a mordermi il fondo schiena/sedere, considerate che è come un cavallo alto al garrese 1.45 e razza martina franca, molto forte, ma seguendo i consigli del ranch margherita che si trovano in toscana vecchi ed esperti addestratoriho risolto. Sapete come? quando lui mi scalciava mi fermavo e gli tiravo un calcio anche io tipo rinvio di Buffon nel culo…quando ha capito dopo un paio di volte che scalcio anche io ha smesso di farlo lui. Ora li pulisco i piedi e lo ferro senza neanche fissarlo con una corda alla capezza ma libero nel paddock. Ciao Leandro da Padova.
- leandro ha risposto 9 anni fa
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