03/06/2019

E’ iniziato il grande caldo: come deve comportarsi quindi un buon allevatore?

Benvenuta estate, le temperature si sono innalzate in tutta Italia. Tutti soffriamo il caldo, ma i più esposti sono proprio i nostri amici cavalli che d’improvviso si trovano a passare dai rigori dell’inverno alle calure estive.


Neonati: gironzolando per le verdi campagne non è difficile imbattersi in paddock con giovanissimi sgambettanti puledri e mamme fattrici affettuose sorveglianti che non staccano l’attenzione neppur per un istante dal loro esuberante “ bambino”.Ben pochi animali da piccoli sanno essere così gioiosi, veloci e, perchè no, impertinenti come i cavalli.   

La prima preoccupazione deve essere legata allo stato di buona salute di fattrice e puledro che dipendono in primis dall’alimentazione e dalla possibilità di movimento e vita di relazione con gli altri cavalli.  L’alimentazione è centrata soprattutto sul buon fieno di prato polifita, maggengo, ben conservato e messo a disposizione degli animali in elevata quantità.   

Fin dalla prime settimane di vita il puledro alternerà alle gustose poppate materne i primi assaggi di fieno e di erba fresca del paddock imitando la mamma; è l’inizio di un lungo percorso che porterà alla slattazione intorno al settimo mese quando la fattrice davvero non ne potrà più di un dentato insaziabile puledro e quindi si renderà necessario il doloroso distacco mamma-figliolo.  Intanto insieme al fieno sarà opportuno somministrare anche una quota di mangime ricco anche di vitamine e sali minerali per fornire alla madre l’energia necessaria ad affiancare il puledro via via sempre più esuberante ed affamato.

Anche l’educazione è fatica: rincorrere i fuggitivi, redarguirli, castigarli, allontanarli dalle “cattive amicizie” e dai pericoli richiede una notevole dose di energia e soprattutto nel periodo estivo il caldo peggiora la situazione.   Mamme sudatissime ed esauste necessitano di grandi quantità di acqua pulita e fresca e di elettroliti per compensare le perdite in sudore, ma anche per la produzione del latte.

Vita da paddock quindi a patto che non manchi un riparo non tanto dalle eventuali piogge, che ai cavalli non danno nessun fastidio, ma dagli inclementi raggi del sole e dalle turbinose folate dei venti estivi che disturbano i cavalli mettendoli a disagio e in allarme.  In primo piano bisogna prestare attenzione agli abbeveratoi e in generale al rifornimento d’acqua che deve essere il più possibile pulita e fresca.

Evitiamo vasche di acqua stagnante e abbeveratoi riempiti una volta al giorno e lasciati poi magari al sole a disposizione degli animali: diventerebbero così dei veri allevamenti di insetti soprattutto zanzare che andranno poi a creare i fastidi e le irritazioni tipiche del periodo estivo.  Non bisogna sottovalutare per l’animale l’importanza della presenza dell’ombra, motivo per cui in tutti i paddock è necessario che ci siano zone riparate dai raggi del sole o per l’effetto di opportuna vegetazione o per l’esistenza di coperture e ripari manufatti.

Soprattutto nel primo periodo dell’estate i raggi solari sono implacabili e il cavallo è uno degli animali più esposti al colpo di sole e di calore, patologie che purtroppo troppo spesso vengono sottovalutate e non immediatamente riconosciute in quanto possono simulare sindromi coliche con conseguenti e a volte fatali errori terapeutici. 

 I cavalli scuderizzati in box invece passano improvvisamente dalle coperte al sudore. I cali di condizione sono evidenti soprattutto al momento dell’attività agonistica: un’attenzione particolare va quindi rivolta al ripristino di un adeguato equilibrio elettrolitico attraverso integratori specifici e una dieta corretta.

Inoltre, tipico di alcune razze generalmente a crine grigio, sono gli eritemi e le patologie da fotosensibilizzazione che non vanno sottovalutate e richiedono un immediato intervento veterinario.  


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Articolo pubblicato sulla rivista INFORMA
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Numero 2 Marzo / Aprile 2018