C’è un angolo di Lombardia, a Cantello, dove il tempo sembra rallentare per fare spazio all’eleganza, alla storia e alla cultura equestre.

Presso l’A.S.D. Neodar, dinamica associazione sportiva che fa capo alla famiglia Faessler, sta crescendo una nuova generazione di driver che ha deciso di guardare al futuro senza mai dimenticare il passato.
In un panorama spesso dominato dalle discipline più note, spiccano le storie di due atleti tesserati proprio presso il centro di Cantello, che si stanno distinguendo nel circuito dei Concorsi di Tradizione del Gruppo Italiano Attacchi.
Da un lato c’è il ventottenne Alessio Viale, che ha preso in mano le redini a soli 12-13 anni e che oggi attacca la sua pony Nenè. Dall’altro troviamo Matteo Faessler, vent’anni appena e una passione che lo vede cimentarsi nella categoria singolo cavallo insieme al suo KWPN Carlos. Li abbiamo incontrati per un’intervista, facendoci raccontare cosa si prova a farsi catturare dal fascino senza tempo delle carrozze.
Ragazzi, partiamo dall’inizio. In un mondo di saltatori e “dressaggisti”, come siete finiti a guidare una carrozza?
Alessio: Per me è una questione di DNA. In famiglia abbiamo sempre attaccato: ha iniziato il mio bisnonno, poi il nonno e infine mio zio, che mi ha messo le redini in mano quando avevo poco più di dodici anni. Da allora non ho più smesso.
Matteo: Anche nel mio caso c’entra il nonno, un grandissimo appassionato. Poi, vivendo la quotidianità della scuderia Neodar qui a Cantello, la passione è cresciuta giorno dopo giorno. Ho iniziato a 15 anni con i pony e oggi, a 20, sono totalmente rapito da questo mondo.
Nonostante la giovane età, avete già calcato palcoscenici importantissimi. Quali sono state finora le vostre soddisfazioni più grandi in gara?
Alessio: Senza dubbio il momento più emozionante è stato quest’anno alla Venaria Reale, dove ho conquistato il secondo posto nella categoria attacchi singoli pony con la mia Nenè. Gareggiare in un contesto così prestigioso e vedere ripagati tutti gli sforzi è stata una gioia indescrivibile.
Matteo: Per me l’emozione più grande è arrivata lo scorso anno, quando ho avuto l’onore di partecipare al Galà d’Oro di Fieracavalli edizione 2025. Entrare in quel ring,
davanti a quel pubblico e respirare quell’atmosfera insieme a Carlos è il sogno di ogni driver che diventa realtà.
Dietro a questi bellissimi risultati c’è chiaramente un grande lavoro di preparazione. Chi vi segue giorno per giorno?
Alessio: Il lavoro a casa è fondamentale e io ho la fortuna di collaborare con Elena Sanfo. Il suo supporto è prezioso, soprattutto per rifinire tutti quei dettagli legati all’eleganza, alla storicità e alla presentazione complessiva che fanno la differenza in un concorso di tradizione.
Matteo: Io sono seguito dal mio trainer, Gregorio Lattanzi, che cura la mia preparazione a 360 gradi. Con lui lavoro tantissimo sia sulla tecnica d’uso per gli attacchi sportivi sia sulle sfumature necessarie per affrontare i concorsi di eleganza e tradizione.
Siete due driver molto giovani in una disciplina che spesso viene considerata “di nicchia”. Cosa direste ai vostri coetanei per avvicinarli agli attacchi?
Alessio: Direi che non bisogna avere paura di scegliere una strada diversa. Gli attacchi ti regalano un rapporto con il cavallo e una sensazione di libertà incredibili. E poi, l’adrenalina e la soddisfazione di presentare un attacco perfetto sono impagabili.
Matteo: Gli attacchi di tradizione forse sono una disciplina di nicchia, ma proprio per questo sono preziosi. Custodire questa cultura è un orgoglio. Alla scuderia Neodar cerchiamo di trasmettere proprio questo: la bellezza di uno sport antico che ha ancora tantissimo da dare ai giovani.
L’incontro con Alessio e Matteo ci lascia una certezza profonda: la tradizione degli attacchi non è un museo polveroso da contemplare, ma una passione viva, dinamica e incredibilmente affascinante, capace di fare breccia anche nei cuori dei ventenni di oggi. Grazie all’impegno di questi giovani driver, al supporto di tecnici preparati, la cultura delle carrozze continua a viaggiare a testa alta.
Ad Alessio, Matteo, due giovani appassionati custodi della tradizione, e ai loro splendidi compagni di avventure, Nenè e Carlos, va il più grande “in bocca al lupo” da parte di tutto il Gruppo Italiano Attacchi. Che le loro guide continuino a tracciare la strada per molti altri giovani pronti a farsi rapire dal fascino senza tempo di questa meravigliosa disciplina.

A proposito di giovanissimi, in gara la dodicenne Bianca Crippa, giunta a Venaria con il suo Pony Lola, accompagnata da i genitori, affiancata in carrozza dalla sorella gemella e seguita con competenza e passione da Franco Pina, veterano degli attacchi, ora suo mentore. Un intero completo alla Venaria Reale è davvero un debutto “alla grande” e, ne siamo certi, rivedremo Bianca calcare con successo la scena.
Davvero complimenti!
di Riccardo Faessler. Crediti Fotografici Dario Mastria e Elena Manenti

L’articolo completo è pubblicato sulla rivista INFORMA n. 2/2026













