Alla prima edizione del Concorso AIAT (Association Internationale d’Attelage de Tradition) la qualità degli attacchi e la coerenza storica degli equipaggi confermano il valore di una disciplina che unisce cultura e passione.

Domenica 15 marzo, nonostante la pioggia pomeridiana, si è svolta all’interno della Fiera di San Giuseppe a Cortemaggiore, in provincia di Piacenza, la prima edizione di “Cortemaggiore in carrozza”, concorso di tradizione inserito nel calendario 2026 del Gruppo Italiano Attacchi e dell’AIAT e organizzato dall’Associazione omonima presieduta da Fabio Lunardini.
La manifestazione, nata con l’obiettivo di riportare al centro della Fiera il cavallo da attacco e il patrimonio storico ad esso collegato, ha visto la partecipazione di sette equipaggi suddivisi tra pony, singoli, pariglie e attacchi da lavoro. Una presenza numericamente contenuta, ma qualitativamente significativa, considerato il livello tecnico e la cura nella preparazione degli attacchi presentati.

La Prova di Presentazione, fulcro del concorso secondo i criteri AIAT, si è svolta nella mattinata ed è stata illustrata al pubblico dalla presidente GIA Emanuela Brumana. In questo contesto, ogni equipaggio è stato analizzato sotto il profilo della correttezza storica, dell’appropriatezza degli elementi (carrozza, finimenti, abbigliamento), nonché dell’armonia complessiva tra cavalli, attacco e conduzione. La giuria, composta dal giudice internazionale Aurelio Bianco e dal giudice nazionale Battista Manenti, ha operato secondo i parametri consolidati della disciplina: tipologia e stato della carrozza, rispondenza ai modelli d’epoca, correttezza dei finimenti, presentazione dei cavalli (condizione, pulizia, armonia del movimento) e coerenza dell’insieme rispetto al contesto storico rappresentato.
Tra gli attacchi più completi si è distinto quello di Antonio Mottin, di Sandrigo di Vicenza, che ha presentato un pony Haflinger attaccato a una Dottorina italiana dei primi del ’900, costruita da Micoli Toscano. L’insieme, ben proporzionato e coerente, ha evidenziato un’ottima integrazione tra cavallo, veicolo e finimenti, oltre a una conduzione precisa e composta. Mottin si è così aggiudicato sia la categoria pony sia il “Best in Show”.

Nella categoria Singolo si è imposto Giuseppe Stefani di Urgnano di Bergamo che, insieme a Roberta Sergio, ha presentato un cavallo ungherese attaccato a una Pistoiese firmata Proust di Lucerna (CH). Un attacco corretto nelle proporzioni e nella scelta dei finimenti, con particolare attenzione alla funzionalità e alla pulizia dell’insieme.
La categoria Pariglie ha visto la vittoria di Igino Soldi, di Pieve d’Olmi di Cremona, alla guida dei cavalli ungheresi Boira e Iringò, attaccati a un Phaeton francese del costruttore Pedrix.
L’equipaggio ha mostrato buona uniformità tra i soggetti, corretta messa in tiro e una presentazione armonica, valorizzata anche dalla presenza del groom Mattia Casali e, in carrozza, la signora Gisella che ha mostrato una cura particolarmente elegante dell’abbigliamento.

Di particolare interesse tecnico e culturale l’attacco da lavoro presentato da Charlotte Engholm accompagnata da Linda Mussini e proveniente da Vezzano sul Crostolo di Reggio Emilia: un carretto ligure dei primi del ’900 trainato da un asino di razza ragusana di nome Nerone. Un esempio coerente di attacco utilitario, in cui semplicità e funzionalità diventano elementi qualificanti nella lettura storica dell’insieme.
Accanto ai vincitori, altri equipaggi hanno contribuito a definire il livello complessivo della manifestazione: tra questi un Break in legno naturale di fine Ottocento con pony Welsh condotto da due giovanissime appassionate con alle redini Melissa Morbis.
Un altro attacco degno di nota è stato quello di Gianpaolo Taino di Soresina di Cremona, che ha presentato, con il groom Mauro Beghi, uno stallone di razza Frisona attaccato ad un Duc de Dame firmato Alessandro Valoggia, risalente a metà ‘800.
Il programma dell’evento ha subito alcune modifiche a causa delle condizioni meteo: la prova di maneggevolezza, prevista in un primo tempo nel parco antistante le scuole, è stata annullata per impraticabilità del terreno, limitando di fatto la valutazione dinamica degli equipaggi.

Nel pomeriggio si è tentata una seconda Prova di Presentazione sintetica, ma il peggioramento delle condizioni ha portato alla conclusione anticipata delle attività all’aperto. La Cerimonia di Premiazione si è svolta al coperto, nel palazzetto dello sport, dove sono stati consegnati attestati di partecipazione e riconoscimenti offerti da realtà del territorio.
La presenza del Sindaco di Cortemaggiore Luigi Merli e della sua Giunta comunale ha sottolineato il valore dell’iniziativa anche in chiave culturale e turistica.
L’evento assume un significato particolare anche per il legame con la storia del GIA: il padre del presidente dell’associazione “Cortemaggiore in carrozza” Salvatore Lunardini, alla cui memoria è stato dedicato il premio principale “Best in Show”, fu tra i partecipanti all’assemblea costituente del GIA del 1974.
La manifestazione ha evidenziato un buon livello tecnico e organizzativo, ponendo le basi per uno sviluppo futuro. Il Gruppo Italiano Attacchi ha già confermato la propria disponibilità a tornare nel 2027 con un concorso di eleganza, raccogliendo l’invito dell’associazione organizzatrice.
Un esordio che, pur nelle difficoltà, ha dimostrato come l’attacco di tradizione continui a essere non solo disciplina sportiva, ma espressione culturale complessa, in cui competenza tecnica, rigore storico e sensibilità estetica si fondono in un equilibrio sempre attuale.
Di Fabio Lunardini. Photo credits Alberto Bruschi
1-2. Roberta Sergio e Gisella Banderlini in carrozza elegantissime al fianco rispettivamente di Giuseppe Stefani e Igino Soldi.
- Antonio Mottin Best in Show della giornata premiato dal Sindaco Luigi Merli intervenuto alla Manifestazione













