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20 Luglio 2024

Attacchi: tra arte e cultura, “Il Coaching a Parigi”

Tra i primi gentiluomini che iniziarono a guidare per piacere o per sfida, già nel 1842, ci fu Henry Somerset, marchese di Worcester, e più tardi 8^ duca di Beaufort, primo presidente del Coaching Club e del Road Club.

Il suo esempio fu seguito da numerosi gentiluomini e da alcune signore, che iniziarono a guidare sia carrozze sportive, sia coach in tiro a quattro. Questa moda si diffuse in tutta Europa e negli Stati Uniti. Parigi, come sempre in competizione con Londra, l’avrebbe presto introdotta. Napoleone III, dopo aver risieduto alcuni anni a Londra, salì al potere in Francia nel 1848. Fu raffigurato alla guida di varie carrozze, tra cui un Phaëton con due cavalli americani condotto ad alta velocità. Il suo esempio, come quello di altri guidatori inglesi, fu contagioso.


Napoleone III, amante dei cavalli, approvò la nascita della Société Hippique Française e le conferì il riconoscimento ufficiale il 16 ottobre 1866. Le corse dei cavalli erano una passione di nobili e di ricchi in Francia. Il Jockey Club de Paris, club per gentiluomini, considerato il più prestigioso a Parigi, organizzò le prime corse di cavalli. Questa era l’atmosfera di Parigi, quando il consiglio comunale autorizzò la costruzione di un nuovo ippodromo ad Auteuil, nel Bois de Boulogne, nel 1873. La denominazione di questo ippodromo dice tutto: “Le Temple de l’Ostacle”. Anche oggi, Auteuil è l’unico ippodromo a Parigi e dintorni che organizza eventi di corsa ad ostacoli, alcuni dei quali di fama mondiale. La tradizione di recarsi alle corse in coach ha origine in Inghilterra, dove dall’inizio i Coaching Club ottennero privilegi, tribune o aree private in occasione di importanti corse di cavalli, come Ascot, Sandown Park, Kempton Park.

Il primo a menzionare il Coaching a Parigi, nel 1860, fu il fumettista Crafty che cita un gentiluomo americano e il suo amico accompagnati da due stallieri, che ogni mattina giravano il Bois de Boulogne con il Coach.

Dal 1870 in poi apparvero altri coach, di costruzione inglese e francese, guidati da nobili francesi e ricchi americani. I più grandi carrozzieri di Parigi, come Guiet, Mühlbacher, Kellner, Binder, iniziarono a proporre coach nei loro cataloghi. Osservando i primi tre modelli Guiet, si nota il posto della guardia, copia del posto dell’English Royal Mail Coach. Anche costruttori statunitensi copiarono, migliorando il design, come Brewster che integrò il telaio della pedana nel telaio principale, aggiungendovi forza.

Il Riding and Coaching Club di Parigi venne fondato nel 1882. Superbi raduni di coach vennero organizzati a Marly, al Parc de La Marche e a St Germain. Venne chiuso senza alcuna motivazione, anche se riuniva regolarmente una ventina di coach. Con la stessa ambizione, nel maggio 1886, venne fondato un nuovo club sull’esempio del Coaching Club e del New York Coaching Club.

I membri dovevano indossare l’uniforme del Club: un tight blu scuro con bottoni neri con impresse tre lettere ‘G” bianche”. Il nome ufficiale del Club era Cercle des Guides: in francese “guides” sono le redini del cavallo da traino. Il Club, però, veniva spesso definito Drags Club. Così denominato poiché Drag è la parola francese equivalente di Mail Coach, Private Road Coach e Park Drag. Larousse, il dizionario francese principale menziona due delle attività principali del Drags Club: guidare alle corse e accompagnare le dame e gli amici alla caccia. Persino oggi la Francia conta oltre 400 zone di caccia, 69 dei 96 dipartimenti francesi autorizzano la caccia a cavallo, all’inseguimento di cervi, cinghiali, caprioli.

La prima uscita del Club fu uno spettacolo in onore del granduca Vladimir Alexandrovich di Russia e della granduchessa Maria in visita al Lawn Tennis Club in una giornata piovosa su un Coach di Peters & Son blu del principe Troubetzkoï, per vedere il nuovo sport del tennis, introdotto a Parigi nel 1885 dal visconte Léon de Janzé.

Nel 1883, il principe di Sagan, fondatore dell’Ippodromo, creò il “Défilé des Drags”, proprio il giorno del Prix des Drags, la corsa di cavalli che prende il nome dai coach che visitavano l’ippodromo; anche oggi è una corsa ad ostacoli per cavalli di età superiore a 5 anni su 4.400 metri. Da allora, si è tenuta ogni anno, tranne durante gli anni della guerra Il 4 giugno 1886 fu organizzata la prima riunione di coach del Drags Club all’ippodromo di Auteuil. I coach erano guidati dai proprietari, partendo da Place de la Concorde fino all’ippodromo. Essendo in centro a Parigi, le passeggere erano vestite da grandi sarte e all’ultima moda estiva, uno spettacolo grandioso!

Il Club, poi, inserì nel suo programma questo “Défilé des Drags”, una tradizione annuale che fece circolare 19 coach il 13 giugno 1890, ben 26 nel 1891, una dozzina nel 1904 e 10 nel 1911. I coach si riunivano in Place de la Concorde, davanti all’Hôtel Coislin.

La sfilata partiva alle 13:15 per un percorso di 6 chilometri e arrivava puntuale alle 14:00 all’ippodromo al suono gioioso di una marcia militare. Un tappeto rosso lungo il percorso attendeva gli ospiti eleganti ed illustri, che raggiungevano il Comitato di Gara per la pesatura. Le corse erano un pretesto, non si viene per vedere ma per farsi vedere: l’alta società parigina gareggiava in eleganza.

Interrotto durante gli anni della guerra 40- 45, successivamente il punto di partenza del Défilé des Drags fu spostato presso un ristorante stellato Michelin, dove gli ospiti venivano intrattenuti dallo spettacolo dei coach. Ogni anno vi partecipavano in una decina. Due società francesi, Hardy e Couture, che offrivano servizi di carrozze e cavalli all’industria cinematografica, allestivano molti dei coach per ospiti invitati e personalità della politica e della moda.

Dopo pranzo, i coach raggiungevano l’ippodromo attraverso il Bois de Boulogne e concludevano il percorso al campo di polo delle Bagatelle. L’ultimo di questi giorni di festa fu il 1967. Gli sconvolgimenti del maggio 1968 e la costruzione della tangenziale di Parigi portarono alla fine dell’elegante evento di Auteuil.

L’elenco dei membri fondatori del Club des Guides o Drags Club, pubblicato nel 1866, menziona un comitato di tre, che detiene tutti i poteri. Segue un elenco con 32 nominativi, per un totale di 35 iscritti, numero massimo consentito dal Regolamento del Club. L’iscrizione era di 50 franchi all’anno (stimato a 450 $ oggi). Tra gli articoli ricordiamo: Articolo 3 – Durante la stagione sono fissate le date delle gare, la partenza è puntuale, 15 minuti dopo l’appuntamento indicato. I ritardatari vengono multati di 10 franchi.

Articolo 4 – Qualsiasi membro assente ad una incontro, senza preavviso di almeno due ore, viene multato di 20 franchi. Articolo 5 – Le carrozze procedono in sfilata. Chiunque tenti di sorpassare viene multato di 40 franchi. Chi, per qualsiasi motivo, tiene un distacco superiore a 100 metri dal precedente, deve accostare e lasciare passare gli altri. Il ritorno è discrezionale. Durante il ritorno, il coach che intende sorpassare quello che lo precede dovrà prima dare l’avvertimento.

Articolo 6: I soci sono tenuti a portare con sé la “Carte de Circulation”, identificativa del veicolo, del proprietario e del guidatore. Il tight blu è obbligatorio. I guidatori in Francia e a Parigi erano sempre attenti alla moda di Londra. Donatien Levesque, che pubblicò nel giugno 1886 “Les Grandes Guides”, un manuale per guidatori di coach, esorta. “Imita gli inglesi e puoi fare quello che vuoi”. Ciò si riferiva, tra l’altro, alla scelta dei cavalli. C’era una distinzione tra cavalli “Parc” e “Road”. I team di cavalli “da parco” tendevano ad avere lo stesso mantello, la stessa taglia, il passo alto e la testa alta. A volte venivano attaccati solo per essere mostrati al parco.

Come consuetudine nel XIX secolo, i cavalli “da esposizione” venivano spesso imbrigliati con redini portanti per ottenere la posizione alla moda della testa del cavallo. I cavalli “da strada” non erano imbrigliati in quel modo. I cavalli “da strada”, forse meno equipaggiati, avevano bisogno di resistenza. Alcuni guidatori potevano intraprendere lunghi viaggi fino a 64 chilometri in un giorno.

L’elenco dei soci del Club del 1899 contiene 48 nomi, con la descrizione dei loro coach. Tra i membri figurano nomi belgi, olandesi, spagnoli, inglesi, italiani e russi oltre a quattro americani. Molti dei coach erano dipinti con colori vivaci, dieci di Guiet, undici di Holland & Holland, sei di Kelner e sei di Peters & Sons, cinque di Mühlbacher, tre di Binder e uno ciascuno di Rothshild, Ciger, Plisson, Windover e Snutsel.

Il Drags Club organizzava altre uscite per i suoi soci. Lo stile di vita tranquillo dei colonizzatori inglesi in India portò molti nuovi sport e attività. Tennis sull’erba, polo, gimkana, ogni sorta di attività per il tempo libero. Il 19 maggio 1900 si tenne una raduno del Club al campo di polo delle Bagatelle nel Bois de Boulogne. Qui i migliori giocatori di polo del Club giocarono una partita con i coach che facevano da tribuna. Un’orchestra viennese suonò durante e dopo la partita “aggiungendo fascino e allegria”, come riportato dalla rivista “Sport Illustré”. Durante queste piacevoli uscite del Club, in buona compagnia, potevi essere visto, condurre affari, condividere un picnic e goderti le gare. Ecco alcuni membri del Drags Club:

.- Il Barone Nagelmackers: il suo coach di Snutsel di Bruxelles aveva la carrozzeria marrone su un telaio rosso. Nel famoso Chateau Royal d’Ardenne, che aveva trasformato in un lussuoso hotel per ricchi turisti in visita, aveva a disposizione la stazione ferroviaria reale di Houyet. Un treno speciale portava i membri del Drags Club e i loro ospiti, carrozze e cavalli caricati su vagoni merci, per un raduno di coach di due giorni lungo sentieri forestali, visitando le famose grotte di Han-sur-Lesse. Alla fine del XIX secolo i proprietari dei carrozze viaggiavano in treno, carrozze e i cavalli sui vagoni merci. L’“enfant terribile” americano James Gordon Bennett, membro del Drags Club, spostava le sue carrozze e sessanta cavalli da Parigi a Nizza per la stagione invernale.

  • Geoffroy d’Andigné, il cui motto di famiglia era “l’aquila non cattura le mosche”, fu politico, deputato, sindaco ed eroe di guerra francese, fondatore e membro del Drags Club fino alla sua morte nel 1932. Il suo coach Guiet color granata sul telaio vermiglio e sul drappo blu scuro, recava lo stemma di famiglia sotto la corona marchesale. La famiglia possedeva uno dei branchi di segugi più rinomati della Francia.
  • Etienne Barone van Zuylen van Nyevelt van De Haar spostava i suoi attacchi due volte all’anno in treno da Neuilly-sur- Seine, vicino a Parigi al Castello De Haar vicino a Utrecht nei Paesi Bassi. Infatti, la famiglia trascorreva il mese di settembre nel castello più grande dei Paesi Bassi.

Il suo Holland & Holland Private Road Coach, su telaio giallo e carrozzeria azzurra, servì per le gare del Club e per una sfida insolita. Nel 1911, il Concours Hippique di Parigi organizzò una maratona per coach a tiro a quattro. I cavalli venivano controllati da un veterinario all’arrivo. L’attacco di van Zuylen percorse i 21 chilometri (13,05 miglia) in 56 minuti e 47 secondi. La carrozza fu poi donata dalla Baronessa all’Haras du Pin, allora di proprietà dello Stato, dove la carrozza è conservata, così com’è. – Marchese Antonin du Bourg de Bozas, fino al 1875 scudiero dell’imperatore Napoleone III. Possedeva due Road Coach privati, il Tayaut e il Caprice. Il marchese fu uno dei primi guidatori, nel 1884, a offrire viaggi di piacere per i passeggeri paganti. Il Tayaut partiva dalla carrozzeria Guiet a Parigi per un’escursione di due ore attraverso gli Champs Elysées e il Bois de Boulogne fino a Ville d’Avray.

Il motto di famiglia “Lilium inter Spinas” orna il pannello sotto il palco del Caprice e una corona marchesale decora le porte della carrozzeria color granata su telaio vermiglio. Il Tayaut, costruito dalla Ehrler di Parigi, poggia su un telaio verde e nero con strisce gialle con carrozzeria verde e i pannelli delle porte con un Giglio, una corona e il motto di famiglia.

Mentre riuniva alcuni dei guidatori più ricchi del mondo, il Drags Club era in prima linea nello sport. Organizzati a Parigi, i Giochi Olimpici del 1900 prevedevano 4 discipline per cavalli sellati più una quinta “Attelages à quatre chevaux”, guida a quattro. Fu uno dei più grandi raduni di coach mai visti nella storia, con non meno di 32 coach, che furono presentati tutti al pubblico nell’arena, troppo piccola per contenerli tutti insieme.

Parteciparono sette nazioni: un coach tedesco, un americano, un austriaco, nove belgi, uno spagnolo, due russi e sedici francesi. Il concorrente tedesco venne registrato come Max Guilleaume, versione francese del nome del Kaiser tedesco. I giornali riferirono che alla guida era proprio il Kaiser Guglielmo II. La medaglia d’oro fu assegnata al belga Georges Baron Nagelmackers, l’argento e il bronzo ai francesi, Léon Thome e Jean Baron de Neuflize, Nel 1985, dopo un intervallo di diciotto anni, il sindaco del lussuoso XVI arrondissement di Parigi e la Société de Steeple- Chases francese ricrearono il “Défilé des Drags”, in tutto il suo splendore parigino. La gente aveva nostalgia di quello spettacolo unico delle dame sui coach, che arrivavano all’ippodromo e sfilavano davanti alla tribuna.

L’annuncio della rinnovata “Journée des Drags” ebbe l’effetto desiderato e portò più spettatori all’ippodromo. In una luminosa domenica, il 28 giugno 1985, Alain Ducharme, con pugno di ferro in guanto di seta, organizzò l’evento. Alain era membro del consiglio direttivo dell’AFA, Association Française d’Attelage, fondata nel 1973.

La guida tradizionale, come la definiamo oggi, non esisteva ancora. Il principe Filippo, duca di Edimburgo, fu determinante nella sua rinascita, in particolare della guida sportiva. C’erano pochissime carrozze sportive moderne, se non nessuna, I guidatori belgi e olandesi iniziarono a restaurare le loro carrozze d’epoca e portarono i loro attacchi ad un livello di presentazione più alto.

I primi eventi parigini, tra il 1985 e il 1987, videro partecipanti esclusivamente francesi. Dal 1988 in poi, l’evento diventò un’attrazione internazionale per i guidatori di altri paesi europei, che si recavano a Parigi, proprio per l’emozione unica di guidare attraverso i viali e i parchi parigini.

La partenza venne spostata in Avenue Foch, dove camion e rimorchi potevano parcheggiare. Alla fine del XIX secolo, riunirsi in Place de la Concorde, quando i proprietari di carrozze avevano scuderie e rimesse in città, era un’impresa completamente diversa. Andare su e giù nel traffico intenso degli Champs Elysées con una fila di carrozze, sebbene autorizzate dal codice della strada, non era pratico. Alle 15,00 ventisei partecipanti, un mix di stili diversi, trotterellavano in pista nell’ippodromo davanti a 35.000 spettatori. Le case di moda parigine avevano vestito le modelle a bordo delle carrozze con l’ultima moda estiva, grandi cappelli, abiti leggeri e talvolta piuttosto corti, di tutti i colori ed esotiche stoffe.

Dopo lo spettacolo davanti alla tribuna, le carrozze si mettevano in fila all’interno della pista per assistere alle gare da quella posizione privilegiata , sulla Pelouse B, ed essere giudicate. La Giuria d’Eleganza assegnò i punteggi e apprezzamenti sia per l’eleganza dei modelli, che per la presentazione completa della carrozza. Dal 1989 in poi, gli spettatori si sono accalcati sui marciapiedi dell’Avenue Foch per ammirare le carrozze. I partecipanti erano metà francesi e metà europei. L’evento stimolò i driver francesi a portare i loro attacchi al livello delle loro controparti europee.

Il 20 giugno 1993 gli organizzatori cercarono di presentare carrozze provenienti dagli allora 12 paesi dell’UE. Il partecipante più lontano, M. Hage, arrivò dalla Danimarca con il suo Mail Coach privato e quattro Dansk Varmblod. M. Goldoni dall’Italia con un Park Drag e quattro Lipizzani.

Dodici coach in tutto, sei paesi che non avevano inviato una vettyra adatta, erano rappresentati da guidatori francesi scelti a sorte per questo compito. Lo stesso anno vide anche una vera e propria rinascita della guida tradizionale in Francia. L’AFA, Association Française d’Attelage, si divise in due, guida sportiva e tradizionale. La tradizionale AFA organizzò il suo primo CIAT, Concours International d’Attelage de Tradition, nel piccolo villaggio di St. Agil nel giugno 1994.

La Journée des Drags è sempre stata una festa. Gli organizzatori, il sindaco e l’associazione Steeple-Chase, erano supportati da uno sponsor privato. Ogni carrozza portava con sé almeno una coppia di ospiti, invitati dagli organizzatori. Le modelle che indossavano abiti di alta moda aggiungevano un tocco di glamour in più. Inizialmente l’evento era un raduno di coach. Nella versione rinnovata erano benvenute tutte le tipologie di carrozze tradizionali. Il corteo era guidato da un attacco singolo guidato da Madame Monique Hardy che fece gli onori di casa per molti anni.

Alain, lui stesso proprietario di un coach, continuerà ad organizzare questo evento unico nel corso degli anni, fino al 2004. La Journée des Drags comunque fu determinante per la rinascita della guida tradizionale in Francia.

Il nome Parigi continua ad avere la sua magica attrazione per i guidatori di coach. Infatti, partendo da Amsterdam nel settembre 2019, seguendo il percorso di Napoleone nel 1811, l’olandese Gerard Van den Herik, ha percorso 560 chilometri (350 miglia) fino a Parigi. Il viaggio, in 4 tappe di una settimana ciascuna, è culminato domenica 10 settembre 2023, quando l’equipaggio, partito dal Bois de Boulogne, ha girato intorno all’Arco di Trionfo, è sceso dagli Champs Elysées e si è fermato ai piedi della Torre Eiffel.

Testo da Stephan Broeckx. Photo credits Stephan Broeckx r archivio GIA

1 – Clermont De Gallerande- Fiacre sur les Champs-Elysées
2 – Henry Somerset primo presidente del Coaching Club e del Road Club.
3 – Johnny Audy – Napoleone Bonaparte alla guida di un Phaéton condotto ad alta velocità.
4 – Raduno di coach a Place de la Concorde pronti per dirigersi verso l’ippodromo di Auteuil.
5 – Sfilata di coach al Bois de Boulogne
6 – “Journée des Drags” (Paris Modain)
7 – I coach in sfilata nel centro di Parigi
8-9 – Le corse viste dalla postazione dei coach sulla “Pelouse B” dell’ippodromo.
10-12 – Olimpiadi di Parigi 1900: il concorrente Max Guilleaum
11 – Clermont De Gallerande- Courses del Caléches
13 – Edouard_Manet-Corse di Cavalli al Bois de Boulogne


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