Czesław Trzos, organizzatore dell’evento, e Tadeusz Kołacz, delegato tecnico, mi avevano invitato a partecipare come giudice al CIAT di Niepołomice, in Polonia.

In questo incarico ero affiancato da Filip Andrysiewisz (Polonia) e Lester Dagge (Gran Bretagna). Niepołomice è una piccola cittadina di campagna situata a circa trenta minuti a est di Cracovia (Kraków), città storica ed antica capitale della Polonia, ancora oggi considerata il vero centro culturale e intellettuale del Paese. Fu proprio il suo arcivescovo, Karol Wojtyła, a diventare nel 1978 il primo Papa non italiano dopo 455 anni, assumendo il nome di Giovanni Paolo II.
Niepołomice sorge sulle rive della Vistola, ai margini di una vasta foresta primaria. È conosciuta soprattutto per il suo castello, costruito nel XIV secolo dal re Casimiro III il Grande come residenza di caccia. Proprio all’interno di questo castello, oggi completamente restaurato e adibito a hotel e centro congressi, si è svolto il concorso
Elemento fondamentale in un concorso di tradizione: il tempo atmosferico. Venerdì 5 giugno atterro a Cracovia sotto una pioggia battente. Sabato 6 giugno: miracolosamente il sole splende alto nel cielo. Cappelli e occhiali da sole diventano indispensabili. Domenica 7 giugno: il clima e’ molto caldo e afoso. La premiazione termina verso le ore 15.00. Alle 16.00 un violento temporale si abbatte sulla zona e riparto verso l’aeroporto sotto una pioggia torrenziale.
Probabilmente Giovanni Paolo II ha interceduto affinché il concorso potesse svolgersi nelle migliori condizioni possibili.
La giornata di Venerdì è dedicata alla ricognizione del percorso con autovetture. La sera, i partecipanti vengono accolti con un buffet di benvenuto allestito nelle antiche cantine del castello. Naturalmente non poteva mancare il gulasch. Gli organizzatori avevano, inoltre, invitato tutti a portare prodotti tipici delle rispettive regioni. Abbiamo quindi avuto il piacere di degustare numerosi prosciutti artigianali, pâté e salumi di ogni genere. Tutto era di ottima qualità. Sabato mattina alle ore 10.00 i tre

giudici prendono posto davanti al castello e ha inizio la presentazione degli attacchi davanti al pubblico e alle autorità cittadine, accompagnata dai commenti di Krzysztof Szuster. Sono presenti 17 concorrenti: 3 attacchi in Singolo;1 tiro a troika, 13 attacchi in pariglia.

Abbiamo potuto ammirare alcune splendide carrozze classiche, tra cui Vis-à-vis, Break e Victoria, ma soprattutto un numero considerevole di tipici carri agricoli polacchi. Alcuni di questi veicoli venivano normalmente utilizzati nelle aziende agricole come carri a sponde per il trasporto del fieno oppure, aggiungendo alcune assi trasversali, per trasportare tre o quattro persone.

Cocchieri e passeggeri indossavano i tradizionali costumi folkloristici delle rispettive regioni di provenienza. Anche le bardature erano caratteristiche. Si potevano osservare timoni fissati direttamente al collare da lavoro, tirelle in corda e l’assenza del sistema di rinculo, circostanza che obbliga i cavalli a trattenere il veicolo con il collo.
Di conseguenza, durante le discese o nelle soste, i cavalli mantengono la testa molto alta, una tecnica assai diversa da quella comunemente adottata nell’Europa occidentale. Le fruste erano tipicamente locali: manico piuttosto corto, sormontato da un nodo ornamentale e con una lunga correggia.

Con questi carri agricoli i conducenti, generalmente, non indossano guanti. È stato particolarmente interessante osservare questa diversa cultura dell’attacco rispetto a quella delle carrozze cittadine del XIX secolo diffuse in Francia, Inghilterra e Italia settentrionale. Alle 11.00 i primi concorrenti prendono il via lungo un percorso stradale di circa quindici chilometri, comprendente i cinque ostacoli previsti dal Regolamento AIA T: il saluto, il bicchiere, l’arresto in discesa, la volta e le altre prove tradizionali.
Alle 18.00 il castello apre eccezionalmente le proprie sale per una visita privata, comprendente ambienti dedicati alla pittura e alla storia dell’antica monarchia polacca, con particolare riferimento all’ultimo re, Casimiro III.
Alle 19.00, nel rigoroso rispetto degli orari, tutti i partecipanti si ritrovano elegantemente vestiti per la cena in una splendida sala del castello.
La serata si apre con un concerto eseguito da un coro locale che interpreta canti tradizionali della regione.

La cena, di ottima qualità, è accompagnata esclusivamente da acqua e succo di mela. Ebbene sì: sebbene i polacchi abbiano (o abbiano avuto) la fama di grandi bevitori, la normativa sulla guida è estremamente severa e prevede tolleranza zero per l’alcol al volante.
La Domenica il sole torna a splendere e la temperatura diventa rapidamente molto elevata.
Alle 11.00 la giornata inizia con una sfilata di tutti gli attacchi attraverso il centro storico, lungo vie gremite di spettatori.
Ad aprire il corteo è uno spettacolare attacco composto da dodici stalloni frisoni, di età compresa tra i quattro e i sette anni, disposti su sei file. Abbiamo avuto l’opportunità di assistere alla fase di attacco dei cavalli alla carrozza. Il cocchiere rimaneva seduto sul proprio sedile, regolando progressivamente le redini, mentre soltanto tre groom provvedevano ad attaccare tutti e dodici i cavalli.

Una volta completata l’operazione, nessun animale si muoveva, mentre i tre groom erano ancora accovacciati a lucidare gli zoccoli. Il cocchiere faceva, quindi, avanzare i dodici cavalli per metterli in tensione e completare la regolazione delle redini, portando così i primi cavalli direttamente sulla strada. Terminata la regolazione, chiese semplicemente ai dodici cavalli di arretrare in linea retta per una decina di metri. Tutti eseguirono la manovra con estrema naturalezza, perfettamente allineati e nella massima calma. Uno spettacolo davvero impressionante. Lo stesso attacco concluse poi la prova di maneggevolezza, dimostrando una padronanza assolutamente eccezionale.
Alle 12.30 prende il via la Prova di Maneggevolezza su un magnifico campo da dressage allestito nei giardini del castello.
Sono presenti tribune permanenti e si può ragionevolmente stimare una presenza di 250-300 spettatori. Molte famiglie hanno assistito all’intera manifestazione, rimanendo fino al termine della Cerimonia di Premiazione.
Ho avuto l’impressione che esista un autentico interesse del pubblico per questo tipo di manifestazioni dedicate agli attacchi di tradizione. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che l’agricoltura polacca ha continuato a utilizzare il cavallo nelle piccole aziende agricole fino a tempi relativamente recenti. Il cavallo è quindi
ancora profondamente radicato nella cultura del Paese. Inoltre, è noto come siano proprio gli artigiani polacchi ad aver conservato gran parte delle competenze nella costruzione e nel restauro delle carrozze a trazione animale.
La classifica finale ha visto Łukasz Panek al primo posto 11,42 punti di penalità, al 2° posto Mariusz Lazarz con 12,75 punti e al terzo Andrzej Kilańczyk con 16,70 punti. Questo concorso ha rappresentato un’importante occasione di scoperta, confronto e proficuo scambio di esperienze.

Di Eric Macrez crediti fotografici www.ciatniepolomice.pl
1. Sfilata di tutti gli attacchi attraverso il centro storico, lungo vie gremite di spettatori.
2. Attacco Singolo con Driver e passeggere in costumi tradizionali.
3. Cocchiere e groom indossano i tradizionali costumi folkloristici delle rispettive regioni di provenienza.
4. Tipico carro agricolo che viene guidato abitualmente senza guanti essendo carro da lavoro.
5. Un altro attacco in pariglia con costumi tradizionali impegnato nella prova di Maneggevolezza.
6. Attacco singolo carretta polacca e passeggeri in costume tradizionale.
7. Prova di Maneggevolezza anche per l’attacco all’eveque.
8. Cerimonia di Premiazione con Inno Nazionale alla presenza dei 3 giudici: Filip Andrysiewisz, Lester Dagge e Tadeusz Kołacz.













