Alessandra Deerinck: La nascita del CAVALLO

Il cavallo è un animale che l’uomo ha addomesticato e anche modificato geneticamente, creando razze che potevano fare quello che gli esseri umani avevano bisogno per costruire la loro vita. Ora i cavalli vengono usati in sport e sono trattati in modo diverso da come erano nel loro stato naturale.

Originariamente, i cavalli vivevano in branchi formati da uno stallone e dalle sue fattrici, con anche i giovani cavalli non ancora sessualmente maturi. Quando i giovani erano sessualmente maturi venivano fatti uscire dal branco originale. I giovani a volte creavano branchi non famigliari ma che gli permettevano di mantenersi sicuri da predatori. In seguito gli stalloni creavano gruppi famigliari.

La nascita del cavallo ha una grande importanza e quando i cavalli vivono in natura solitamente avviene di notte, poiché questo provvede una certa sicurezza dai predatori. La fattrice si prende cura del puledro, lo lecca e gli insegna ad andare alla mammella dove prende il colostro e poi il latte. Lo stallone si avvicina al nuovo puledro e anche il puledro dell’anno precedente, ma la madre non lascia che il puledro si avvicini ad altri fino a quando ha imparato a relazionarsi in modo corretto. 

Quando i cavalli nascono allo stato domestico spesso la fattrice è in un box da sola e quando nella scuderia le luci sono accese può anche trattenere il puledro invece che farlo nascere.

I puledri, quando sono pronti, possono alzarsi in piedi e persino camminare o correre, che è una cosa che li protegge da animali predatori. La fatica di vivere comincia fin dalla nascita e così anche le lezioni da imparare e la madre sta sempre accanto ai puledri.

Quando il puledro è nel ventre di sua madre, stretto nel canale della nascita, tutto a un tratto viene spinto fuori in un altro mondo, la sua pelle diventa viva alla carezza del vento e al tocco della lingua della fattrice. 

Maslogarth

Il comportamento dei cavalli ha delle caratteristiche che sono istintive e accadono sempre, ed è molto importante capire la comunicazione spontanea per i cavalli e usarla con loro. Io correvo con i purosangue e uno stallone di nome Maslogarth mi aveva offerto un comportamento molto positivo. Mi stava a fianco senza cavezza, briglia o corda e si muoveva come facevo io. Quando un cavallo ci offre cose come queste bisogna assolutamente studiare quello che succede e io lo feci.

Quando un cavallo vive in uno spazio deve essere in grado di coesistere con altri individui, ma quando questo non accade il cavallo rimane lontano dagli individui che lui non considera degni di fiducia. Se un animale si avvicina al cavallo lui sceglie di stare fermo e quindi si fida di quell’individuo, oppure si allontana e quindi non si fida. Un cavallo chiede ad un altro cavallo di spostarsi da una posizione e questo succede, e anche un cavallo si mette dietro ad un altro e lo dirige verso quello che lui pensa sia un posto sicuro. Un altro elemento importante è l’attenzione, che il cavallo ha sempre e che spesso gli esseri umani non considerano importante. Se un cavallo teme una cosa, gli sta lontano e se noi possiamo fargli capire che non sia pericolosa lui si avvicina. I puledri non hanno alcuna esperienza al momento della nascita e noi dobbiamo interagire con loro in un modo che capiscono, questi concetti che ho appena espresso sono istintivi per i cavalli, quindi li dobbiamo usare attraverso il movimento e la loro percezione sensoriale per comunicare con loro in un modo che capiscono senza essere addestrati. Ho scritto il libro Human Horse Sensing Horsemanship che si trova su Edizioni Equitare in Italiano e su Amazon in Inglese e che spiega la comunicazione spontanea con i cavalli. I puledri sono capaci di rispondere al movimento fino dalla nascita, seguono ciò che si allontana da loro e si allontanano da tutto ciò che si avvicina. In natura, questa risposta istintiva al movimento, rimane con il cavallo per tutta la vita e serve a mantenere il branco unito; è lo strumento per governarlo e imporre la gerarchia.

L’intera catena di comandi del branco si basa sull’abilità dei cavalli di influenzarsi l’uno con l’altro. un processo di cavalli che comunicano con altri cavalli attraverso la loro istintiva risposta al movimento. Il cavallo dominante è quello che capisce come influenzare un altro cavallo con il movimento e il linguaggio del corpo. Il cavallo con la maggiore abilità di influenzare il movimento di tutto il branco diventa il capobranco.  

la prima volta che ho messo la cavezza alla puledra

Era stato molto importante vedere come un puledro aveva fatto esperienza e come aveva sviluppato il suo carattere da ciò che aveva imparato. Le osservazioni sui cavalli sono diventate un importante esperimento scientifico per la comprensione dei processi dello sviluppo naturale. Ho preso in prestito l’abilità di un capobranco per usarla nei miei rapporti personali con i cavalli. Comunicare con i cavalli come fanno i capibranco è uno strumento di importanza incredibile. Non solo posso allontanare un cavallo da me, ma posso anche avvicinarlo allontanandomi da lui. Tra queste due risposte, si possono facilmente stabilire i desiderati rapporti spaziali con i cavalli.

Il linguaggio dei cavalli è il movimento. Comunicare, sfruttando l’istintiva risposta al movimento del cavallo, crea un soggetto equilibrato. Usare questo linguaggio del movimento durante l’addestramento non solo lega a noi il cavallo, ma crea una relazione positiva. La nostra prestazione è il riflesso del legame che ci unisce in collaborazione ed amicizia. I  cavalli che occupano un posto elevato nella gerarchia sono più facili da addestrare, perchè sono più attenti al linguaggio del corpo rispetto agli altri cavalli, hanno maggiore capacità di mantenere la concentrazione, hanno un grande bisogno di compagnia e capiscono l’importanza di lavorare insieme. Tutti I cavalli hanno il desiderio di seguire una guida e quando chiedo a un capobranco di fare qualcosa, lui lo fa velocemente.

Durante i miei anni di osservazione, mi sono accorta che le prime due settimane di vita del puledro con la madre sono le più importanti.

È in questo periodo che il potenziale per il futuro addestramento e la capacità di fornire prestazioni in competizione vengono sviluppate. Dall’esperienza con il legame materno si sviluppano nel puledro una personalità equilibrata, una forza d’animo e una sensazione di benessere, che creano in lui un desiderio di compagnia.Questo desiderio per la compagnia della madre è essenziale per il cavallo che dovrà in seguito avere la capacità di legarsi all’uomo. Dopo che il puledro ha ricevuto il primo addestramento dalla madre, si può incominciare il rapporto con lui.

Quando imparano a stare in società i cavalli sviluppano il loro naturale “linguaggio”, e le loro capacità si sviluppano in relazione con l’ordine gerarchico del branco. Questa è la ragione per la quale è di beneficio per l’addestramento capire l’importanza dell’ordine gerarchico. Nutrirsi è la prima lezione di comunicazione per il puledro. A differenza del bambino, il puledro deve risolvere il problema e sviluppare un comportamento sociale con la madre per essere in grado di nutrirsi. Non può mangiare in qualsiasi momento; deve imparare le buone maniere ed accettare le direttive della madre.

La seconda lezione è capire il dovere di stare con sua madre. Dopo mesi passati a seguirla e a sopportare i suoi cambiamenti di umore, impara quale è il suo posto e lo mantiene. Una volta che questo schema di comportamento si è stabilito, dovrà imparare un’altra lezione che porterà a compimento da solo.

il cavallo risponde al movimento per tutta la vita

Maturando, si avventurerà da solo in piccole escursioni senza la madre. Al ritorno il suo comportamento sarà più indipendente e si rivolterà contro di lei anche calciando; quando la madre ne avrà abbastanza di questo suo comportamento e il puledro sarà abbastanza grande da capire la disciplina e dimostrare un comportamento aggressivo inappropriato, la madre a sua volta lo richiamerà all’ordine calciando per avvertimento. Così facendo, la madre gli insegnerà che tutti i cavalli hanno diritto, e persino esigono, uno spazio personale. Gli insegnerà inoltre che ci sono conseguenze per le sue azioni.

L’innata risposta al movimento del puledro, le lezioni impartite dalla madre e il suo desiderio di compagnia sono la chiave dell’addestrabilità del cavallo.

Quando si incomincia l’addestramento occorre fare molta attenzione a non cancellare i comportamenti imparati dalla madre. Bisogna farlo dando al puledro la scelta di interagire con noi, piuttosto che essere noi a imporre le nostre lezioni.

Quando si stabilisce un legame con un puledro, la connessione che lui sviluppa con noi  diventa più forte di quella che ha con altri cavalli se noi concentriamo le lezioni su giochi di legame che a lui piace fare. Se il puledro è interessato alla sua relazione con noi, allora troverà affascinante l’attività di imparare.

Il modo in cui la madre presenta le lezioni al puledro, l’ordine con cui le presenta e le risposte del puledro sono i punti chiave dell’addestramento.

La puledra si fida di me

Se avessi cercato di capire le dinamiche tra la madre e il suo puledro prima di avere capito le dinamiche di tutto il branco, l’interazione madre figlio avrebbe avuto poco significato per me. La conoscenza del sistema di comunicazione tra cavalli, imparato osservando il comportamento del branco, mi ha consentito di distinguere ciò che il puledro sapeva dalla nascita da quello che stava imparando. Riuscivo a capire quando la madre stava insegnandogli qualcosa. Riuscivo a distinguere quando lui stava imparando le sue lezioni.

La nascita di un puledro mi ha insegnato quanto velocemente si sviluppa la vita del puledro e quanto importanti, per il processo di apprendimento, sono le sue iniziali relazioni di vita. Negli anni mi sono forzata di vedere quante più nascite potevo per studiare lo sviluppo dei processi cognitivi del puledro. Da ciascuno, ho acquisito conoscenze importanti da usare per l’addestramento dei cavalli.

Sono convinta che il primo passo per essere accettati da un cavallo sia più facile farlo seguendo il naturale processo di apprendimento che puledro riceve da sua madre, e di come impara le regole della comunicazione. È qui che tutto incomincia per ogni cavallo. Da qui inizia il legame che unisce il branco in una società funzionale; sono i cavalli che addestrano altri cavalli.

Osservare i primi stadi di sviluppo del puledro è fondamentale per chiunque voglia sviluppare la propria capacità all’addestramento dei cavalli. Una volta compreso il comportamento del branco, osservare i primi sviluppi della vita del puledro getta luce su come stabilire un legame con i cavalli e su come addestrarli.

Puoi approfondire il metodo di Alessandra, leggendo il suo libro
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HH Sensing è nato per chiarire le radici del comportamento equino, le loro relazioni sociali e come comunicare con loro scegliendo le azioni più appropriate, in contesti che i cavalli capiscono incondizionatamente.
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L’articolo completo è pubblicato sulla rivista INFORMA n. 1/2026

Nata e cresciuta a Milano, ora vive con la sua famiglia in California. Laureata in veterinaria, attualmente addestratrice di cavalli e istruttrice con Human Horse Sensing, organizza corsi online e di persona presso strutture equestri anche in Italia. Migliorare la comunicazione tra uomo e cavallo è sempre stato il fulcro della sua attività iniziata 30 anni fa all'ippodromo di S. Siro a MIlano. Autrice del libro "Human Horse Sensing Horsemanship", pubblicato in inglese e italiano da Edizioni Equitare. Scrive e illustra articoli sul cavallo in Italia e negli Stati Uniti.
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