Con università in dieci Paesi, collaborazioni in diciassette nazioni europee e il riconoscimento dell’Endangered Equine Alliance americana, il Centro Studi per la Biodiversità di PASSIONECAITPR lancia il Polo Internazionale delle Razze da Tiro.

L’Aquila, marzo 2026. Il Centro Studi per la Biodiversità dell’Associazione PASSIONECAITPR M.G.P.S., organo statutario dedicato alla ricerca e al miglioramento delle attività di conservazione delle risorse genetiche, dà vita al Polo Internazionale delle Razze da Tiro: un hub scientifico e operativo senza precedenti nel panorama zootecnico italiano, dedicato alla tutela, alla valorizzazione e alla documentazione storica delle razze equine (ma non solo) da tiro e da lavoro.
Il Polo nasce dall’incrocio di tre elementi: una rete accademica consolidata in oltre vent’anni di lavoro, una piattaforma di servizi tecnici per la conservazione attiva, e un riconoscimento internazionale che proietta la struttura nel circuito globale della biodiversità equina.
Le competenze: dalla genomica al pascolo
Il nucleo operativo del Polo si articola su servizi ad alta specializzazione: analisi e monitoraggio dei coefficienti di consanguineità, progettazione di piani di accoppiamento guidato su base genealogica e genomica, consulenza veterinaria specifica per razze di grande mole, verifica delle discendenze da razze estere tramite indagini molecolari, caratterizzazione morfologica standardizzata, supporto tecnico alla gestione del pascolo estensivo e percorsi di formazione rivolti agli allevatori custodi. Non una vetrina: una piattaforma integrata che traduce la conservazione in prassi misurabile.

La rete accademica: dieci Paesi, tre continenti
L’ossatura scientifica del Polo è una rete di cooperazioni universitarie che copre l’Europa, l’Asia orientale e il bacino mediterraneo. In Italia, il Centro collabora con la Scuola di Specializzazione in Fisiopatologia della Riproduzione Animale (diretta dal Prof. Augusto Carluccio, con cui PASSIONECAITPR ha rappresentato l’Italia agli Stati Generali del Mulo in Europa, Francia, 2024) e con ricercatori dell’Università di Bari, ateneo di riferimento per le razze autoctone mediterranee.
In Spagna, la Universitat Politècnica de València e la Universidad de Las Palmas de Gran Canaria. In Romania, l’Università di Scienze Agricole e Medicina Veterinaria “Ion Ionescu de la Brad” di Iași. In Bulgaria, la Trakia University di Stara Zagora. In Francia, VetAgro Sup di Clermont-Ferrand — legame diretto con la tradizione bretone da cui discende il CAITPR. In Germania, l’Università di Hohenheim a Stoccarda e la Georg-August-Universität Göttingen, centri d’eccellenza nella genetica delle popolazioni animali. In Mongolia, la Mongolian University of Life Sciences. In Corea del Sud, la Seoul National University.
L’accreditamento internazionale: Endangered Equine Alliance
La dimensione globale del Polo trova il suo accreditamento nella cooperazione con l’Endangered Equine Alliance (EEA), programma della Livestock Conservancy statunitense che dal 2018 riunisce oltre 75 organizzazioni dedicate alla salvaguardia delle razze equine minacciate. L’EEA ha al suo attivo la creazione della prima banca nazionale del germoplasma equino (con il National Animal Germplasm Program dell’USDA), la pubblicazione del manuale Advanced Reproductive Technologies for Equine Breed Conservation (alla seconda edizione) e l’attivazione di una rete di laboratori di crioconservazione.
Il collegamento con l’EEA si è sviluppato a partire dallo speciale sul CAITPR realizzato nell’aprile 2025 da DiscoverTheHorse – il progetto di Alyssa Mathews dedicato alla documentazione della biodiversità equina mondiale – negli allevamenti veronesi, in collaborazione con PASSIONECAITPR.
Diciassette Paesi nella rete europea del cavallo da lavoro
Accanto alla dimensione accademica, il Polo è inserito in un tessuto capillare di federazioni e associazioni operative: la FECTU e il Comité Européen du Cheval de Travail sul piano istituzionale; sul piano associativo, organizzazioni in Austria (ÖIPK, Die Ländlichen), Belgio (Cheval et Forêt), Repubblica Ceca (Centrum slezského norika), Danimarca (Dansk Køre Forbund), Finlandia (Suomen Työhevosseura), Francia (Hippotese, Prommata, INET), Germania (Interessengemeinschaft Zugpferde eV), Lituania (Associazione allevatori cavalli da tiro), Lussemburgo (Touristcenter Robbescheier), Norvegia (Arbeidshesten), Portogallo (APTRAN), Regno Unito (Southern Counties Heavy Horse Association, British Horse Loggers), Spagna (ACTA, ANTA La Esteva, A Molida), Svezia (Föreningen Sveriges Hästkörare), Svizzera (IGA Interessengemeinschaft Arbeitspferde, Verein Freunde Schwerer Zugpferde). Completa il quadro la collaborazione con il Centro di Riabilitazione Equestre di Villa Buon Respiro (Gruppo San Raffaele).

La missione storica: ricostruire il mosaico delle razze pesanti italiane
Il Polo assume un impegno inedito: la ricostruzione documentata della presenza delle razze da tiro nella penisola, attraverso l’incrocio di fonti archivistiche, genealogiche e genomiche. Non solo il CAITPR, la cui selezione ebbe inizio con l’introduzione di sangue bretone – ma anche cavalli delle bonifiche, muli delle infrastrutture appenniniche, razze dei tratturi, bardotti delle economie di montagna, cavalli al servizio delle forze militari. Un patrimonio di relazioni uomo-animale che rischia di essere perduto prima dall’oblio che dalla genetica.
Il contesto: 2026, anno della convergenza
Il Polo si inserisce in una convergenza senza precedenti: Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori (ONU-FAO), L’Aquila Capitale Italiana della Cultura, PASSIONECAITPR tra gli Ambasciatori della Cultura nel filone “Multinaturalità, in Armonia con l’Ambiente”.
Il Polo si affianca al progetto #SAVETHEBIODIVERSITY “Portale Nazionale della Biodiversità”, nel ridefinire il ruolo dell’Italia nella conservazione delle razze equine (ma non solo) da tiro e da lavoro.
«Le razze da tiro sono l’infrastruttura vivente dei territori, non il residuo di un’agricoltura superata. Sono il presidio biologico delle aree interne e lo strumento più contemporaneo di gestione sostenibile del paesaggio. Il Polo esiste per dimostrarlo con i dati, i fatti, le alleanze.»
– Annalisa Parisi, Presidente PASSIONECAITPR M.G.P.S. –
Web: www.passionecaitpr.it | www.savethebiodiversity.it























































