17/07/2020

Monumento in onore della Magia Del fare per i “bastai”

A Sante Marie un monumento in onore dei “bastai”, in memoria di un antico mestiere ormai scomparso


di Maria Tortora

Sante Marie – Giulio Gino Di Giacomo è originario di Sante Marie ma, soprattutto, è un grande appassionato di tradizioni e di storie d’altri tempi. È a lui che si deve l’originale e significativa iniziativa di far realizzare un monumento in bronzo dedicato al basto o, come si dice in dialetto marsicano “masto”. Il basto veniva realizzato da abili artigiani che praticavano un mestiere un tempo fondamentale ma che oggi, purtroppo, è quasi del tutto scomparso. Ricordiamo che il basto è costituito da una rudimentale sella di legno, dotata di una imbottitura abbastanza grossolana, che viene appoggiato sul dorso di animali da soma: muli e somari. I basti, come spiega Di Giacomo, sono “fatti su misura” secondo le caratteristiche del mulo, facendo diventare i “mastai” (bastai o imbastai), quasi dei “sarti personali” dei muli. Niente a che fare con le selle più elaborate e raffinate predisposte per i cavalli, insomma!

Ci racconta il fautore di questa iniziativa: “Può un semplice basto, “masto” in dialetto, generare ricordi, emozioni e lacrime? Sì perché, così mi ha riferito il signor Sergio, figlio di Fioro, un anziano mulattiere di Sante Marie. «Grazie Gino: mio padre alla vista della foto del basto in bronzo si è emozionato profondamente, è la prima volta che lo vedo così commosso». Vi figurate l’emozione quando Fioro, l’anziano bastaio: potrà vederlo realmente posizionato su una bella roccia bianca!“.

Nel paese di Sante Marie, dunque, il basto è stato trasformato in un’opera d’arte. Già nel 2018 Gino aveva proposto al Comune di realizzare un monumento dedicato al basto. La sua famiglia, per alcune generazioni, ha realizzato basti per i muli del paese: il padre, il nonno e il bisnonno di Gino erano bastari, “maestria artigianale profusa a piene mani, mani grandi come quelle che ricordo di mio padre, la creazione dava vita ad un’opera unica“.

Il desiderio di Gino ha trovato realizzazione quando, nel febbraio del 2019, il Sindaco gli comunica che avrebbe acconsentito all’installazione di un monumento al basto e, quindi, all’antico lavoro dei bastai. Immediatamente Di Giacomo si è messo alla ricerca di un artista che potesse realizzare un basto di bronzo e, alla fine, spiega: “sono riuscito a contribuire alla creazione di un gioiello, grazie anche alla sensibilità della Fonderia Di Giacomo (con la quale non avevo mai avuto nulla a che fare, e con la quale non esiste nessuna parentela, forse sarà stata la fortuita coincidenza di avere lo stesso cognome) e grazie anche all’aiuto di Fioro di Sante Marie, il mulattiere che ha messo a disposizione un vero “mmasto” di sua proprietà, questa opera ha preso vita“.

In questi giorni è giunta la notizia che il monumento al basto sarà presto collocato a Sante Marie. Nonostante la soddisfazione di Gino, a lui resta una piccola delusione dovuta alla scelta un po’ decentrata del luogo in cui l’opera in bronzo sarà installata. “Sinceramente, mi avrebbe fatto molto piacere poterlo vedere e ammirare nella Piazza del Comune. Qui, sarebbe stato un ulteriore ottimo e positivo biglietto da visita. Avrebbe attirato la vista, l’attenzione, l’apprezzamento del forestiero, del turista, che si sarebbe fermato, avrebbe fatto una foto e avrebbe consumato, perché no, anche un caffè ai bar della Piazza“. E, infine, aggiunge: “Mi auguro che questo basto in bronzo, patrimonio di tutti, possa essere “portatore” di sogni. Del resto contro i sentimenti e contro i sogni siamo disarmati, poiché esistono e basta, sfuggono a qualunque censura e a qualunque controllo. Insomma i sogni c’è chi ce li ha e c’è chi non ce li ha“.