ematoma interno zoccolo

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Buongiorno e grazie in anticipo per la vostra disponibilità.
Ho una cavalla di razza hispano di nove anni, di struttura piuttosto robusta. Pochi giorni fa ha calpestato un chiodo (da maniscalco) ricurvo con l’anteriore sinistro, che si è conficcato nella suola per 8 mm (l’ho misurato una volta estratto), e zoppicava vistosamente. Una volta tolto, ho disinfettato la parte anche se non c’è stata nessuna fuoriuscita di liquido. Ho subito chiamato il veterinario che mi ha detto di aspettare un paio di giorni e vedere se la zoppia si riduce o scompare. Tre giorni dopo la zoppia era ridotta quasi al minimo e ho fatto una passeggiata (circa un quarto d’ora, e senza correre) solo per vedere come andava, e in effetti sembrava tutto passato. Purtroppo il giorno dopo la cavalla ha ripreso a zoppicare, così ho chiamato il veterinario che ha fatto la radiografia diagnosticando un ematoma interno allo zoccolo di 3 cm di diametro. Mi ha dato da fare una terapia antinfiammatoria per una settimana (che le sto già facendo) e mi ha detto che bisogna avere non meno di 2 settimane di pazienza – e in alcuni casi anche 4 – perché si riassorba del tutto.
Non c’è assolutamente nessun segno visibile esternamente (es. gonfiore e dolore alla pressione dovuto ad una eventuale infezione), e l’unico dolore che la cavalla prova è localizzato allo zoccolo, riscontrato dal veterinario con la pinza tester.
Sia lui che un altro veterinario mi hanno detto che in questo caso non ci sono le condizioni per giustificare l’uso dell’antibiotico.
Quando ho chiamato il maniscalco per informarlo mi ha davvero spaventato, dicendomi che bisogna assolutamente fare una terapia antibiotica e che queste cose, se infette, possono essere potenzialmente distruttive per zoccolo e quindi causare zoppia permanente!
Chiaramente mi sono spaventato e qui vorrei chiedere, in base alle vostre esperienze, il vostro parere.
Ancora grazie
Arturo

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Buonasera, holetto la sua mail e stando così le cose, io consiglierei assolutamente la terapia antibiotica onde evitare la formazione di un ascesso profondo all’interno del piede con possibilità di complicanze diverse (setticemia)b e dolore intenso al cavallo. Addirittura io avrei immediatamente allargato il tragitto del chiodo e operato dei lavaggi con acqua ossigenata e disinfettanti iodati proprio per tentare di prevenire una sempre possibile, complicanza settica. Se poi si riuscisse ad aggredire l’ematoma, drenandolo, il recupero sarebbe di sicuro più rapido e completo.

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La ringrazio per la sua celere risposta.
Ho subito provveduto.

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