Amica di un bambino

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Gentile dottoressa, ho un`amica che ha un figlio di ormai quattro anni che ha una disabilità sia motoria che psichica (non so di che tipo perché non sono un medico), ha difficolta nel camminare, nel parlare, concentrarsi… L`estate scorsa in un centro ippico delle mie parti il bambino ha usufruito di alcune sedute di ippoterapa, uso impropriamente questo termine perché altrettanto impropriamente lo usavano loro:il cavallo era bardato ed in sostanza il bambino veniva fatto salire in sella e, sostenuto dai genitori, passeggiava con il cavallo portato dall`istruttrice.Il beneficio per lui c`è stato anche se non c`era una vera e propria attività terapeutica. Questa attività si è interrotta per l`inverno e forse non si ripeterà quest`anno.Io possiedo una cavalla di dieci anni che per sua indole e per la vita che fa ha delle doti empatiche secondo me speciali, è per altro un`animale vitale,non è buona solo perché stremata dall`età o dallo scarso cibo come purtroppo molti cavalli adibiti alle attività con i bambini.Tutti i bambini che scorazzano a casa mia,figli in testa, possono, con tutte le dovute precauzioni, giocare con i cavalli (alcuni di essi non vogliono giocare con loro e se ne restano lontano al prato). La cavalla è abituata quindi ad essere “tormentata“ un po`; lei è libera di smettere quando non ne può più, basta che rinunci ai fili d`erba, carote…che le propongono i bimbi e cambi lato del recinto.Abbiamo quindi avvicinato anche questo bimbo (difficile sarebbe stato dissuaderlo!).Per me è una cosa normale, forse sbaglio, lasciare che i bimbi facciano qualche giretto a pelo, ovviamente il tutto non a titolo oneroso!Anche lui ha fatto i suoi giretti con il padre a fianco, ma ho notato una grossa difficoltà a mantenere l`equilibrio. Normale: mi sono detta, e così per aiutarlo ho provato ad usare una piccola sella con un elastico legato a mò di maniglia, perché alla criniera non c`era verso di convincerlo a reggersi. In particolare è diventato molto più sicuro quando ha capito che poteva appoggiare i piedi nelle staffe, è riuscito a fare un giro intero senza reggerlo,il padre stava solo lì con le braccia pronte, era così contento di farlo da solo come sua sorella maggiore! Ora la mia domanda è: io sono solo una che ha dei cavalli e dei figli e lungi da me volermi sostituire ai professionisti, dovrei dire alla mia amica che non essendo io titolata ed essendo suo figlio diverso dagli altri l`episodio non può ripetrsi? o non è un peccato grave se il bimbo viene e si si fa il suo giretto come gli altri e in questo caso c`è qualcosa che io da profana posso fare per aiutarlo mentre va a cavallo? La ringrazio per la risposta che vorrà darmi

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Cara Romina,
ho letto con interesse della sua simpatica cavalla e della disponibilità, che manifesta verso i bambini. Circa il suo piccolo amico la sua patologia ,che non gli consente neppure il controllo del tronco, potrebbe trarre miglioramento da una terpia mirata a questo scopo .Io inizierei dalla prima fase della Riabilitazione equestre, cioè l`ippoterapia Con il cavallo bardato solo con copertina e fascione, farei svolgere a cavallo degli esercizi mirati al miglioramento del controllo posturale di capo e tronco.Gli esercizi, eseguiti in un ambiente non medicalizzante, sotto la spinta motivazionale del cavallo risultano in genere più accettati dal bambino e quindi più proficui rispetto a quelli eseguiti in palestra.Naturalmente per fare questo, oltre al cavallo adatto, che voi avete, ci vorrebbe una terapista professionalmente esperta in riabilitazione in fantile ed un medico riabilitatore, che elaborasse un progetto terapeutico. Indispensabile anche il coordinamento con il team riabilitativo , che ha in carico il bambino per ottimizzare il trattamento. Nell`impossibilità di fare quanto sopra mi limiterei a far sperimentare al bambino la gioia , che deriva dall`andare a cavallo sia pure contenuto da un adulto ,senza sella per sperimentare il calore e le emozioni che derivano dal corpo del grande animale , senza propormi obiettivi terapeutici , ma solo il fine di far compiere al piccolo un`esperienza emotivamente stimolante.

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