Redditometro fiscale e cavalli

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Salve,
vorrei porre alla sua attenzione una questione non prettamente legale ma comunque inerente: è stato pubblicato dall`agenzia delle Antrate il nuovo redditometro per il 2011 che presume per il possesso di cavalli da corsa e da equitazione redditi perlomeno sbalorditivi. Il mio dubbio è il seguente: i nostri cavalli per la passeggiata in campagna sono comunque da intendersi da “equitazione“ o con questo termine il fisco indica la disciplina del salto? (comunemente detta appunto equitazione)- Diversamente c`è da prevedere il fuggi fuggi dall`anagrafe equina. Io personalmente sono uno dei pochi che ha già aderito all`anagrafe, non vorrei risultarne beffato. Grazie e saluti.

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Non sono commercialista, ma Le posso dire che il redditometro fa rifermento a “cavalli da reddito“ più specificatamente “da corsa“, quindi direi nessun problema per il soggetto da campagna/passeggiata.
Numerose sono comunque le proposte di cancellare definitivamente ogni riferimento all`animale cavallo già a partire dalla prossima finanziaria.
Le propongo un articolo sul redditometro:

«La vera forza del redditometro va ricercata proprio nella immediatezza di uno strumento che confronta la capacità di spesa riscontrata in capo a un contribuente con il reddito da questi dichiarato, laddove invece gli studi di settore confrontano quanto dichiarato dal contribuente con il risultato che emerge sulla base dell`applicazione di complessi coefficienti di ponderazione statistica». Così ha esordito il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Claudio Siciliotti. La manovra risulta essere alquanto condivisibile – ha aggiunto – «anzitutto perché é la prima, dopo molto tempo, che prende finalmente atto non solo nelle intenzioni, ma anche nella sostanza delle scelte, di come la correzione dei conti pubblici non possa prescindere da un processo di ridimensionamento della spesa pubblica». Molti commercialisti considerano la manovra finanziaria – con 24,9 miliardi di euro – possibile per il raggiungimento di un rapporto deficit/Pil sotto al 3% nel 2012..

Il redditometro è uno strumento di accertamento del reddito, che stabilisce la capacità di contribuzione ai fini IRPEF basandosi su indici presuntivi di ricchezza.

Cioè, il fisco, attraverso determinate ricerche finanziarie, ricava dei dati per verificare se un certo tenore di vita – valutato con riferimento alla disponibilità di beni e servizi come aeromobili, imbarcazioni, auto di grossa cilindrata, CAVALLI DA CORSA, collaboratori familiari ecc. – sia proporzionato con quanto asserito nella dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate nella circolare “Telefisco 2010”, nella risposta numero 8.4, fornisce i parametri sul redditometro (articolo 38, comma 4, DPR 600 del 1973). Essa considera la differenza tra reddito presunto e quello dichiarato possa coesistere “per due o più periodi d’imposta”, senza vincolare alla consecutività dei periodi d’imposta. Tale chiarimento modifica quanto affermato nella circolare numero 49 del 2007 dalla stessa Agenzia delle Entrate. Nel redditometro 2010 si confrontano valori omogenei. La differenza o scostamento può avvenire mediante valutazione dei parametri complessivi dichiarati e verificati. Prendono nuova vita le deduzioni e le detrazioni vigenti rispetto al vecchio sistema che si basava sul reddito netto.

Sulla scia dello studio di settore verrà adattato ai redditi delle famiglie, il nuovo criterio si baserà su una griglia di parametri per dedurre il «reddito presunto» di ogni contribuente avvalendosi del consuntivo delle spese effettuate. Il criterio adottato dividerà le famiglie italiane per tipologia (single e coppie, con figli o senza, giovani, di mezza età o anziani), ubicazione della residenza (Italia del nord, centro e sud; megalopoli,metropoli,città, paese; centro o periferia), scaglioni di reddito. Ad esempio: ogni acquisto è la conseguenza “logica“ di un introito e, per essere pratici, i soldi investiti in benessere ( vds palestra o centro benessere esclusivo) fanno pensare ad un reddito ben superiore di quello dichiarato per soddisfare un mutuo/affitto o spese mediche.

Per la verifica sintetica, “puro“ o da redditometro, basterà discostarsi del 20% (e non del 25% come negli anni scorsi) tra reddito accertato e quello dichiarato.

Quindi, concludendo, oltre i criteri del vecchio redditometro oggi si aggiunge la logica che presiede l’utilizzo di tale strumento :

“Ad ogni spesa corrisponde, di norma, un reddito; e quindi attraverso la valutazione e stima di alcune spese connesse alla disponibilità di determinati beni e servizi, si può risalire indirettamente al reddito.”

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scusate se mi inserisco nella discussione-ma facendo un giro sulla rete ho trovato questo articolo x nulla obsoleto:CAVALLO NEL MIRINO DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE Da Notizie ANMVI 24-09-2010 Il Fisco continua a considerare gli animali una fonte di gettito e a penalizzarne il possesso. In questi giorni,infatti,i veterinari della Società Italiana Veterinari per Equini sono stati raggiunti da segnalazioni di proprietari di cavalli,soprattutto piemontesi,sui quali il Fisco sta conducendo accertamenti fiscali.In una lettera inviata ai Ministri Tremonti e Galan e al Sottosegretario Francesca Martini, l`ANMVI e la SIVE parlano di“sconfitta
per la tutela degli equidi“e chiedono che il cavallo sia tolto dagli indicatori nel nuovo redditometro in preparazione all`Agenzia delle Entrate.Il redditometro,strumento caro all`Agenzia delle Entrate per verificare le discrepanze fra reddito dichiarato e tenore di vita,considera il cavallo,al pari di uno yacht,fra gli“elementi denotanti una capacità contributiva significativamente superiore a quella espressa dai detti redditi dichiarati“.Questo vale, indifferentemente,per i cavalli mantenuti in proprio e per quelli in pensione,e senza tenere in nessuna considerazione la differenza fra il cavallo da reddito e il cavallo che svolge una funzione socialmente rilevante quando è d`affezione o da riabilitazione (ippoterapia).
E questo vale anche per il veterinario contribuente,spesso possessore di cavalli che non fanno gare,non sono destinati alla macellazione,non producono alcun reddito,semmai richiedono assistenza e cure per le quali si rinuncia ad altre spese, mettendo al primo posto il bene del cavallo.“Sarebbe come misurare il reddito in base al numero di figli- dichiara il Presidente della SIVE Marco Livini-che confida in un ripensamento dell`Agenzia delle Entrate durante l`elaborazione del nuovo redditometro in base al Dl 78 del 2010.Il Presidente della SIVE fa l`esempio dei cavalli sieropositivi all`anemia infettiva equina-tutelati nel loro benessere da un`ordinanza entrata in vigore proprio il 16 settembre e che denota l`importanza che il Ministero della Salute attribuisce alla salvaguardia del benessere animale.“Considerare il cavallo un indicatore di reddito- aggiunge la SIVE-disincentiva il possesso del cavallo,rischia di incoraggiare l`abbattimento e depotenzia gli sforzi dell`Europa e dell`Italia per la creazione di una anagrafe equina basata sull`identificazione certa del cavallo.Un`altra critica al redditometro è che porta il Fisco a condurre verifiche inique,perché non si conosce nella sua esattezza il patrimonio equino nazionale.Non a caso l`ISTAT da ottobre farà partire un censimento per stimare la consistenza zootecnica delle imprese agricole: dato che l`anagrafe equina italiana non è completa e i cavalli registrati e presenti nella Banca Dati gestita dall`Unire non sono aggiornati alla totalità della popolazione equina, il Fisco si rivolge paradossalmente solo ai proprietari in regola.In questo modo- fa notare la SIVE-si finisce per colpire proprio quei proprietari che hanno rispettato la legge e identificato il proprio animale come richiesto dall`Europa e dalle norme di sanità e prevenzione veterinaria nazionali. Con la svalutazione del cavallo a indicatore di reddito, se ne vanno in fumo anche le strategie di rilancio dell`ippica nazionale e dell`equitazione, un settore in crisi irreversibile se non verrà rimesso al centro delle manifestazioni il rapporto secolare che l`uomo ha con il cavallo e l`importanza di assicurare detenzione, cure e assistenza adeguate agli equidi.
QUESTO VUOL DIRE NON SOLO CAVALLI DA CORSA,MA UN PROBLEMA DI TUTTI:CAMBIANO I PARAMETRI SOLO SE UNO HA LA FORTUNA DI TENERSELO NEL GIARDINO DI CASA-DA QUELLO CHE CE L`HA AL MANEGGIO SUPERFIGO-E NON.

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http://www.anmvioggi.it/11767/24-09-10/sive-il-cavallo-dal-nuovo-redditometro;QUESTO il sito da cui la signora Filomena ha copiato e incollato lo scritto datato 24 settembre u.s.
La vicenda è ancora aperta!
Quindi consiglio di aspettare e vedere cosa accadrà!
Internet a tale proposito è pieno di articoli di parte!

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si, vero mi scuso
ho dato l`nvio dimenticando di inserire il link

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Per ogni chiarimento e approfondimenti, vi invito a leggere il mio articolo “Reddimetro e cavalli“, attualmente in home page e poi reperibile nell`archivio articoli!

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