Paddock

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Buongiorno,
ho aperto un’azienda agricola di allevamento cavalli.
E’ stata aperta in zona agricola dove però sono esistenti delle abitazioni.
L’azienda agricola era già esistente e io l’ho ristrutturata e migliorata.
Ho matenuto 20 metri di distanza dal confine per la realizzazione di stalle e stutture di ricovero per i cavalli e la letamaia è a 50 metri di distanza da tutte le abitazioni.
Il problema è sorto perchè sto recintando un pezzo di prato dove mettere per qualche ora giornaliera le fattrici e in alternativa alcuni cavalli che ho in custodia.
Il vicino si è lamentato perchè il paddock si trova vicino a casa sua, dicendo che così gli arriva puzza e mosche (premetto che i cavalli non sono ancora stati messi ed è solo stata fatta la recinzione), è solo un prato libero recintato senza capannine o altro luogo di stazionamento, servirà per permettere agli equidi di sgambare e mangiare un po’ di erba. Vorrei capire se il vicino può impedirmi di fare un recinto in quel luogo oppure se non puo’ farlo e se per caso ci sono delle regole di distanza dai confini anche per i paddock.
Premetto che casa del vicino è a meno di 10 metri dai confini ma è li da molti anni forse più di 30.
Resto in attesa di una risposta.
Grazie mille

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Il Codice civile, all´art. 873, stabilisce che la distanza minima tra una costruzione e l´altra deve essere di tre metri. La norma è finalizzata ad evitare la formazione di intercapedini anguste che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone e creare zone insalubri con scarso passaggio di aria e di luce e, quindi, potenzialmente nocive per la salute. Le costruzioni, però, possono essere unite o aderenti (ad esempio le ville a schiera o i condomini in città): anche in questo caso, infatti, si evita la formazione di intercapedini.
Il Codice Civile, inoltre, stabilisce che i regolamenti locali possono stabilire una distanza maggiore di tre metri; generalmente i piani regolatori e i regolamenti edilizi comunali prevedono distanze maggiori rispetto a quella minima prevista dal Codice.
È importante precisare che l´applicazione della distanza minima si applica solo se i fondi sono "finitimi", cioè confinanti o contigui; quindi, ad esempio, se i fondi sono separati da una strada, la regola non si applica.
I piani regolatori e i regolamenti edilizi comunali possono prevedere distanze tra costruzioni diverse da quelle indicate nel Codice civile, purché maggiori di tre metri. Se non vengono rispettate le distanze minime previste dal Codice, il proprietario che ha subito la lesione del suo diritto può chiedere e ottenere la riduzione in pristino, cioè l´abbattimento o l´arretramento dell´opera costruita non rispettando la norma.
Cosa succede, invece, se la distanza non rispettata non è quella prevista dal Codice civile ma, ad esempio, da un regolamento edilizio comunale? Quale tutela ha il proprietario? Numerose decisioni hanno stabilito che le norme degli strumenti urbanistici che prescrivono le distanze nelle costruzioni, o come spazio tra le medesime, o come distacco dal confine, sono considerate come norme integrative del Codice civile e, quindi, la loro violazione consente al privato di ottenere la riduzione in pristino.

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Capisco ma io il paddock a che distanza lo devo tenere? 3 metri e così posso farlo e il vicino non puo’ lamentarsì? Oppure essendo vicino a casa sua anche a 3 metri non lo posso fare? Se fosse così come posso svolgere la mia attività di allevamento?

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Deve consultare i regolamenti comunali in materia di distanze e, già che c’è, le consiglierei di dare una occhiata a quelli in materia di igiene.
Non credo il vicino possa fare molto, ma lei si faccia trovare preparato!

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