info distanze

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Buongiorno, sono a chiedervi se potevate indicarmi sulle distanze che i cavalli devono stare dalle civili abitazioni.
in attesa di un vostro riscontro porgo distinti saluti, Mallarino Jvan.

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Gent.mo Sig.re Ivan,
suppongo la sua richiesta si riferisca alla possibilità di tenere un cavallo presso una abitazione situata in un centro urbano. Si tratta di una tematica cara a tanti amanti del genere equino e che purtroppo incontra un vero e proprio crogiuolo di norme da rispettare: si parte dai regolamenti sanitari adottati dalle varie A.U.S.L. territorialmente competenti che disciplinano lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (nel caso di specie gli escrementi dell’animale, la lettiera etc), per proseguire con le esalazioni che non debbono nuocere alla tranquillità e al godimento della proprietà privata altrui (codice civile) nonché agli eventuali rumori (nitriti o quant’altro) che potrebbero turbare la quiete pubblica. In realtà l’elenco potrebbe continuare, ma fondamentalmente sono questi gli aspetti che statisticamente ricorrono con maggior frequenza (si pensi al fastidio lamentato dai vicini per il carico e scarico di mangimi, per eventuali danni che il cavallo può procurare se salta la staccionata e finisce nella proprietà di un confinante e, di recente, si sono fatte strada le lamentele legate agli insetti onnipresenti ove si trovano animali specie se erbivori (mosche, tafani, mosche cavalline, zecche etc.).
A titolo esemplificativo le indico la posizione assunta dai vari organi giurisdizionali:
“È legittimo il sequestro preventivo di una stalla dalla quale promanino continuativamente esalazioni maleodoranti. (Nella specie la Corte ha ritenuto che il fatto integra il reato di cui all`art. 674 c.p. e che la libera disponibilità del locale avrebbe potuto aggravare o protrarre le emissioni maleodoranti, che nella specie promanavano dagli escrementi, con grave pregiudizio per l`igiene di una contigua abitazione”).
Cassazione penale, sez. I, 30 settembre 1992
Le attività insalubri tra cui il legislatore annovera il mantenimento di animali che producono esalazioni maleodoranti devono essere di regola isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni, conferendo in tal modo all`amministrazione un margine insindacabile e indefinibile di valutazione essendo riferita ad un concetto, quello di lontananza, spiccatamente duttile avuto riguardo, in particolare, alla tipologia di attività di cui concretamente si tratta.
Interessante a tal riguardo la posizione del T.A.R. Veneto “ le norme sulle distanze dalle civili abitazione sono derogabili su accordo delle parti (col consenso degli interessati)”. Sent. 945/1982.
Alla luce della riforma del titolo V, parte II della nostra Costituzione si è avuto un passaggio di competenze alle Regioni in un elevato numero di casi, Le consiglio dunque di informarsi presso gli uffici competenti dell’autorità sanitaria locale e soprattutto di avere attenzione al p.r.g. (piano regolatore generale).
Le sottopongo un paio di esempi della Corte suprema:
L`art. 3 comma 3 titolo II parte 4 del regolamento edilizio del comune di Cassano Murge, disponendo che “le case e le costruzioni lungo le strade private aperte al pubblico sono soggette alle disposizioni del presente regolamento come se prospettassero una via pubblica“, assoggetta dette costruzioni non solo agli obblighi bensì all`intera normativa dello stesso regolamento per le strade pubbliche, attesa la “ratio“ della norma volta a considerare l`uso pubblico del bene quale circostanza escludente l`esigenza privata della riservatezza od altro che imponga il rispetto delle distanze tra costruzioni e ciò al pari della strada di proprietà demaniale.
Cassazione civile, sez. II, 17 ottobre 1992, n. 11434
E ancora:
Consiglio di Stato, sez. V, 02 maggio 1980, n° 457:
Ai fini dell’interpretazione dell’art. 15 del Reg. Edilizio del Comune di Città di Castello, regolante le distanze minime per le costruzioni destinate alla stabulazione di animali, il centro abitato è quello risultante formalmente dalla delibera di perimetrazione – indipendentemente o meno dall’esistenza di case -.
Risulta quindi che atto sovrano è il Regolamento edilizio e quindi il p.r.g.; lo consulti e saprà quali sono le distanze, si ricordi comunque di osservare anche tutte le normative indicate in epigrafe alla presente missiva.
Distinti saluti, Avv. Virginia Polidori.

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