Nord Piave

Carrozze, cavalli e cappelli.

La kermesse del 5 e 6 luglio 2014 alla Reggia di Venaria ospiterà il suo primo Concorso Internazionale di Attacchi di Tradizione per cavalli e carrozze aggiungendo per il sabato sera la "Festa dell´Eleganza" a tema...

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La kermesse del 5 e 6 luglio 2014 alla Reggia di Venaria ospiterà il suo primo Concorso Internazionale di Attacchi di Tradizione per cavalli e carrozze aggiungendo per il sabato sera la “Festa dell’Eleganza” a tema “Carrozze, Cavalli e Cappelli” e, contemporaneamente all’interno della reggia una esposizione di cappelli per signore e signori delle case Luca Della Rocca e Melegari.

 

Allora, ben sapendo che in carrozza si sale solo se con un copricapo, approfittiamo dell’occasione per parlare di cappelli. Ovviamente intendiamo parlarne con l’ammirazione per la tradizione ovvero per fattura e fattezze all’antica.

 

Possedere una bella carrozza ed eleganti cavalli non è esaustivo del bon ton e dell’eleganza, bisogna ricorrere al tocco di originalità o stravaganza affinché l’occhio di chi vede ne sia colpito.  Dapprima alcune regole d’oro circa l’abbigliamento dell’equipaggio che, seppur omogeneo, varia a seconda del tipo di carrozza.

 

PER LUI
Con carrozza da città (e.g. Phaeton, Milord) il guidatore indosserà la bombetta ed i palafrenieri il cilindro oppure il cap, se in divisa da equitazione; per la campagna (Dog-Cart, Break, Wagonette, ecc.) cappelli flosci come il Borsalino oppure il Panama o berretti in paglia purché eleganti.  Per le carrozze di servizio (Brum, Hansom Cab, Landau, Sociable, Calèche) la mise è quella del cocchiere e, quindi, cilindro nero con coccarda ed, alla stessa stregua, vestiranno i groom.   Infine vengono le carrozze padronali, ovvero quasi tutte le carrozze a due ruote,  dove va per la maggiore il Panama e la Magiostrina.

 

In estrema sintesi, stiamo parlando di cappelli di fattura complessa che debbono essere belli e, possibilmente, originali, si deve necessariamente ricorrere ad artigianalità oggi sempre più costosa, perché si deve produrre e riparare con metodologie e tecniche originali per prodotti e componenti quali ad esempio ruote, fruste, lampade, cappelli, che nel nostro secolo sono stati sostituiti con altro o diventati desueti. Sicuramente nel mondo degli attacchi si fa largo uso di cilindro e bombetta, ma aspettiamoci anche copricapo particolari come, ad esempio, per un tradizionale attacco all’ungherese che smentirà i concetti occidentali sopra esposti.

 

PER LEI
C’è molta più libertà e fantasia nell’espressione e nel colore quando ammiriamo il copricapo delle signore; per contrapposizione allo standard di fattezze e di colore dei signori uomini le signore possono sfoggiare di tutto e di più;  fantasie di ricami e di colori talvolta arricchite con monili preziosi e catenelle lucenti.  Bisogna però fare pendant con l’ombrellino e con il vestito, e la cosa inizia a farsi, anche in questo caso, non facilissima ché bisogna sapere anche di quale carrozza si sarà passeggera.

 

Alla sinistra del guidatore (maitre) la falda non deve essere eccessiva, pena che la frusta prima o poi toccherà il prezioso cappello, che, fissato con gli invisibili spilloni creerà qualche imbarazzo al guidatore e qualche disguido per la dama.  Anche l’ombrellino da sole o da pioggia debba essere di contenute dimensioni per la stessa ragione della frusta.
Per i passeggeri nell’abitacolo di una carrozza la dimensione di cappelli ed ombrelli è libera e ciò permette di proporsi al meglio;  attenzione alle gelosie ed alla prevaricazione.  Si deve avvallare che nel contesto di un gruppo sociale si è liberi, diversi, ma riccamente o coloratamente omogenei. Maggiore fantasia per l’occasione da vivere e l’orario dell’uso di un cappello per signora non possono  sottostare a complesse regole e tecniche di produzione, ma a pazienti mani ricamatrici di seta , cotoni e tele; il taglio ed il colore faranno il resto.  Tutto poco codificato, meno duraturo ma talmente variegato che ne derivano immense variazioni di stili e di forme.    Guai due cappelli uguali nello stesso posto e per la stessa occasione; sarebbe guerra!

 

IN CARROZZA

Portare il cappello non è solo tradizione, chiedendoci il perché è facile apprendere la praticità di coprire il capo dal sole o dalle intemperie,  aggiunge inoltre un ricco capo di vestiario che con guanti, bastoni ed ombrelli valorizza ed ingentilisce la persona.  Volete mettere la galanteria di salutare con il cappello o di essere onorati con la sua deposizione ?
E’ sempre solo una questione di stile!

Redazione
Fonte: Mario Fenocchio

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