Nord Piave

Uomini, cavalli, paesaggi e storie,
al primo Raduno Nazionale
del Buttero d'Italia

4-5 luglio 2015

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Molti appassionati, spinti dall'amore per un animale nobile come il cavallo sono arrivati da tutta Italia nel luminoso orizzonte arso dal sole dove si scorgono branchi di bianche vacche, razzette brade che corrono nella piana, mentre la pompa a vento muove le sue pale al soffio del maestrale.

Siamo ad Alberese nella la sua storica Azienda, qui dove si sono dati appuntamento i cultori della monta tradizionale da lavoro italiana.
 

Centocinquanta cavalli di razza maremmana e ben diciassette gruppi equestri, che si sono esibiti in variegati caroselli, come in tempi passati, quando i massari ed i butteri delle grandi aziende maremmane si incontravano nei rari giorni di festa per sfidarsi in bravura con giochi, tornei ed esercizi di destrezza che erano parte del lavoro quotidiano.                                             
 

Nell'antica terra degli uomini a cavallo, archetipo di una leggenda entrata nella storia, si sono alternate tecniche equestri, fantasia, il fondamentale lavoro di squadra, redini lente, cambi di direzione, galoppi, salti di puledri e tanto odore di cuoio. Scafarde e bardelle, stivali di vacchetta, scarponi e gambali, camicia bianca, gile' e l'immancabile cappello, un popolo di cavalieri appassionati che contribuiscono a conservare la tradizione di un  mestiere unico ed ormai raro.
 

Come ha sottolineato con enfasi Sandro Zampieri, il massaro dell'Azienda di Alberese, durante il convegno sul tema: "Le biodiversita' e la conservazione di antiche razze e mestieri: la vacca ed i cavallo Maremmano", parlando della durezza del lavoro, della fatica, della dedizione e la determinazione di chi veramente un giorno dopo l'altro ed in tutte le stagioni in sella al suo fedele compagno, non rientra alla stalla prima di aver trovato l'ultimo capo brado, del quale conosce persino il nome.
 

Avvincente, anche l'intervento di Maurizio Silvestrelli, ordinario di zootecnia presso l'Ateneo di Perugia, il quale ha posto l'accento sulla ricchezza genetica degli animali che rappresentano il vero spirito della terra a cui appartengono e la ricchezza della storia equestre legata alla figura del buttero.
 

Un convegno che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Filiera Ippica Toscana, di Fieracavalli di Verona, del Presidente della Mostra Nazionale di Citta'di Castello, del Presidente dell'Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Maremmano e di Terre Regionali di Toscana.

Una giuria di grande livello ha  premiato Giovanni Chimenti quale buttero piu' anziano, mentre a Diego Maiucci di soli undici anni e' andato il premio per quello piu' giovane.

Tra i gruppi che si sono esibiti sotto il torrido sole, i Cavalieri della Maremma si sono classificati al primo posto come miglior spettacolo per Fieracavalli, a seguire per la Mostra di Citta' di Castello, Centro Ippico La Badia, terzi classificati i Giovani Butteri del Circolo Ippico Equus. Per la migliore esecuzione tecnica il maestro Giulio Piombo e per la miglior esecuzione artistica, Cuor di Marema di Federico Forci, cui e' andato anche il premio FISE.
 

 

Foto di: Simona Falorni, PNG Katia Liverani, quella con i molti numeri Fabio Sabatini, la prima Ambra Famiani.

Ambra Famiani

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