Nord Piave

Tra due secoli in carrozza

Il report a opera di Emanuela Brumana del GIA (Gruppo Italiano Attacchi) del 6° Symposium Biennale della Carriage Association of America che si è tenuto dal 23 al 25 gennaio 2018 nella Williamsburg Coloniale, un tempo capitale della Virgina (USA).

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Con i suoi edifici autentici o accuratamente ricostruiti, un tempo sede del governo dello Stato, con le esposizioni, i passanti in costumi settecenteschi, le taverne, le scuderie, i laboratori d’epoca, la Williamsburg Coloniale ci riporta nel XVIII secolo, un contesto ed una atmosfera ideali per una conferenza sui veicoli ippotrainati.
 
E il suo motto “ciò che il futuro può imparare dal passato” è base perfetta per sostenere l’impegno di ricerca, lo sforzo di conservazione del patrimonio di carrozze e la passione, che ha portato qui a conoscersi e confrontarsi studiosi, collezionisti, guidatori dagli Stati Uniti e dal Canada, dall’America Latina e dall’Europa.
 
CRISI DELLA “GILDED AGE”
Quando si parla di carrozze, si parla di storia e Ken Wheeling, esponente carismatico della CAA, editore associato del The Carriage Journal, apre questo 6° Symposium, presentandoci un’epoca particolare della storia americana, la Gilded Age, collocata tra la fine del 19° secolo e l’inizio del 20°, in particolare del suo declino. Periodo compreso fra due guerre, quella di secessione e la I guerra mondiale, fu caratterizzato da forti contraddizioni, tanto che il termine, coniato dallo scrittore Mark Twain satireggia un’epoca di gravi problemi sociali, mascherati da una sottile patina dorata. Scorrono le immagini di scene di coaching o di eleganti passeggeri su carrozze lussuose, contrastanti con quelle di carri militari o di decine di Hansom Cab al porto di New York, che accompagnano i passeggeri alla partenza del Lusitania, per l’ultimo suo viaggio nel 1915, cui seguirà l’intervento in guerra degli Stati Uniti.
 
DINASTIE IN DECLINO
Questo periodo, che coincide a grandi linee con la Belle Epoque, fu ancor più tribolato in Europa, dove, attraverso la decadenza di grandi imperi, si passerà alla guerra, alla rivoluzione d’Ottobre e alla scomparsa di storiche dinastie.
 
Mario Doberl (Austria) e Alexandra Lotz (Germania) lo tratteggiano, raccontando di carrozze e cavalli. Sempre presenti nella vita e nei momenti cruciali di imperatori e zar, simbolo e orgoglio della nobiltà, le carrozze, in tutto il loro splendore saranno anch’esse destinate ad essere sostituite dalle automobili. Non a caso l’attentato di Sarajevo avrà luogo al passaggio dell’arciduca Ferdinando su uno dei primo modelli di vettura a motore.
 
INNOVAZIONI TECNOLOGICHE
Ombre, ma anche luci in quegli anni: pur fra contrasti sociali, decollò la moderna economia industriale, che diede energia e basi economiche alle innovazioni tecnologiche.
 
In America, nella produzione delle carrozze, la Brewster & Co. raggiungeva l’apice e il suo massimo sviluppo prima di convertirsi alla produzione di veicoli a motore, come testimonia Thomas Kinney, professore di storia. E nella produzione di fruste si passava ai macchinari, ce ne parla Richard Nicoll, vero esperto del settore, nonché prestigioso Course Designer in varie edizione dei WEG. Scopriamo dove negli ultimi decenni dell’800 sorsero le prime fabbriche di fruste in America, come la produzione aumentasse in modo esponenziale e le tecniche si perfezionassero. In Europa è il momento delle grandi Esposizioni Universali, a partire da quella di Parigi del 1867, che si susseguirono fino alla vigilia della guerra.
 
Occasioni eccezionali, dove nel settore dei trasporti, era possibile conoscere e confrontare nuovi modelli e nuove produzioni, risultato di studi, creatività e di un rinnovato slancio verso il futuro. Anche in Belgio, come in tutti i paesi, nelle produzioni delle carrozzerie i progressi erano palpabili, documenta la relazione di Catherine Rommelaere dell’Università di Bruxelles.
 
IN VIAGGIO CON I COACH
Di grande interesse l’intervento di Catherine Graves che ci conduce lungo l’Oregon Trail fra Oregon e California a bordo dello Stage Coach, che in quegli anni apriva nuove vie di comunicazione verso nuove frontiere. E che dire dei viaggi di piacere e delle sfide sportive del tempo, a bordo dei lussuosi Coach privati, di giovani ricchi gentleman della Pampa argentina o degli Stati Uniti?
 
Del Senor Martinez de Hoz e di Mr Alfred Vanderbilt ci parla Guillermo Gibelli, collezionista e allevatore argentino. Certo su un coach non può mancare il corno ed ecco che, in livrea rossa fiammante, con voce squillante e fra le mani il prezioso originale corno, Colin Pawson della British Driving Society, membro e Direttore del The Road Club ce ne svela i segreti. Non solo suona il corno con l’orgoglio e la distinzione delle Guardie Inglesi dei coach, ma ne spiega la funzione di comunicazione ai passanti, ai luoghi di sosta, ai veicoli che si incontravano sulla via. Alla fine tutti in piedi ad applaudire.
 
Il 6° Symposium di Williamsburg si chiude: una splendida promenade in carrozza a cavallo di due secoli un’atmosfera ideale e un ambiente culturale di qualità, di cui ringraziamo la Carriage Association of America.
 
Photo Credits: Emanuela Brumana, courtesy CAA e Williamsburg Foundation.

Redazione
Fonte: GIA - Notiziario 1/2018

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