Ecoplus

Luigi Papini, l'ultimo carrozzaio: la passione come mestiere.

Luigi Papini rappresenta una icona nell'ambito dell'Artigianato di calesse.

papini-attacchi-1.jpg
Luigi Papini con la sig.ra Norma in passeggiata a Pieve S. Stefano (AR). E' alla guida di un Phaeton Dos a Dos, dotato anche di un sedile posteriore per la servitù. Il cavallo è un Lipizzano.

papini-attacchi-2.jpg
Nella collezione troviamo un Brum Clarence, qui accanto ad una Giardiniera dai colori vivaci e ad una Pistoiese dei primi del 900, attentamente restaurata da nostro carrozzaio.

papini-attacchi-3.jpg
Alcuni dei leggeri calessi raccolti da Luigi Papini. Ai muri pregiate illustrazioni di carrozze d'epoca. In basso alle pareti ammiriamo tanti attrezzi del mestiere accuratamente conservati ed ordinati; Luigi Papini ha preservato anche gli
antichi banconi da lavoro di famiglia che ancora usa.
papini-attacchi-4.jpg
Le giardiniere, come questa di un azzurro intenso, erano
carrozza dai colori brillanti usate dai negozianti per andare al mercato. Spesso il colore era legato al tipo di prodotto in vendita. Vi si trasportavano con cura merci ricercate
(fiori, primizie). I sedili erano removibili per poter caricare
ogni tipo e quantità di merce.

Il visitatore di S.Sepolcro in Toscana, che ripercorre le strade che furono teatro delle opere di Piero della Francesca, genio del Rinascimento, non può non sostare davanti alla casa di Luigi Papini.

 

Luigi, difatti, possiede un’ abitazione in questo splendido borgo medievale che, al piano terra, ospita una collezione privata di carrozze restaurate o ricostruite con le sue mani.

 

La casa proviene da un' antica scuderia con annesso fienile ed è stata interamente riadattata da Luigi Papini che, di fatto, è l' ultimo "carrozzaio": discende da una famiglia di "carrozzai" e falegnami che, da oltre un secolo e mezzo, si dedicano a tale arte.

 

Il bisnonno, Luigi anche lui, era un falegname- carradore impiegato presso la nobile famiglia Collacchioni, che aveva molti possedimenti in Toscana.

 

Il piccolo Luigi, fin dall' età di quattro anni, si incanta al guardare le attività del nonno e comincia molto presto a cimentarsi in quella che segnerà la sua vita: la passione per il mestiere di falegname e carradore.

 

Maestro d' ascia, dunque, con la cura per la tradizione e per i cavalli: un matrimonio dal quale non poteva che nascere l' ultimo carrozzaio, attento al restauro dei particolari nel rispetto della tradizione.

 

All' interno della vecchia scuderia, incontriamo una collezione di carrozze per gli amanti della storia. Nel museo si può ammirare un Brum Coupè, usato anche per il trasporto a pagamento (come taxi), al quale Luigi Papini ha ricostruito gli interni e la tappezzeria; un' elegante Milord appartenuta alla famiglia Orseniga Ferrari di Milano; un Landau, un Break, un Phaeton usati per andare "a vedere le corse", una Pistoiese, vero gioiello usato usata per lavoro dai professionisti come medici, veterinari, fattori.

 

Molti sono i calessi, vetture aperte e leggere, ed i Gig; particolare curiosità suscita il Carro dei Trionfi, ispirato al dipinto di Piero della Francesca, che rappresenta il Duca di Urbino troneggiante su un carro trainato da cavalli grigi (custodito nella Galleria degli Uffizi di Firenze).

 

Il carro è stato costruito da Luigi Papini appositamente per la manifestazione della Giostra dei Balestrieri di S. Sepolcro secondo il dipinto: in frassino e olmo, rappresenta un' allegoria del Signore Urbinate, che aveva aiutato Piero della Francesca nella sua attività artistica. Luigi Papini rappresenta una icona nell' ambito dell' Artigianato di classe.

 

Artigiano non solo del legno, lavora anche il ferro, il cuoio e dipinge con tinte che riportano le sfumature dell?’epoca. Ha conservato tutti gli attrezzi ed i banconi da officina della famiglia, che ancora usa per i suoi lavori.

 

Si reca spesso a Firenze per acquistare stoffe in fibre naturali per le tappezzerie d?’interno rispettando, ovviamente, tinte e fogge.

 

Un uomo di gran talento, gentile e disponibile, sapiente conoscitore dell?’animo umano, con il quale discorrere significa imparare.

Paola Corsaro
Photo credits: Archivio di Giovanni Papini

Fonte: Notiziario del Gruppo Italiano Attacchi
N° 5 - 2014 / Settembre - Ottobre

Commenti

ATTACCHI: leggi anche...