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Jumping Verona: Vezzani: Verona? Impegnativo ma stimolante

Jumping Verona: Vezzani: Verona? Impegnativo ma stimolante

E´ già in piena attività, al centro del bellissimo impianto indoor del Pala Volkswagen di Fieracavalli, a controllare, studiare, impartire direttive ai suoi due assistenti.

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Uliano Vezzani, emiliano, 61 anni, è tra i migliori chef de piste al mondo e per la quarta tappa del Longines FEI Jumping World Cup£ a Verona usa il suo solito metodo: dimenticare le edizioni passate e ripartire con la massima concentrazione. Fino all’età di 20 Vezzani era un ragazzo della bassa emiliana con il sogno e l’ambizione di montare a cavallo.


Il padre era un imprenditore di una azienda per lo stampaggio di materie plastiche, ma Uliano aveva capito che la sua realizzazione professionale non l’avrebbe trovata in quella azienda, ma nelle competizioni equestri tra ostacoli, cavalli, pilieri e barriere.


La svolta arrivò a Jesi. Durante un concorso ippico e nel quale Vezzani era iscritto come cavaliere. Improvvisamente si scatenò un violento uragano tanto da indurre il direttore di campo ad annullare la competizione. Di questo parere non era l’ispettore di gara che chiese se qualcuno se la sentisse di preparare in qualche modo un percorso. Alzò il dito un giovane ragazzo. Era Uliano Vezzani.


Da Jesi a una carriera incredibile. Come si fa a restare tanti anni ai vertici?


“Conservo le mie tradizioni emiliane e faccio un lavoro che mi piace da impazzire e che non cambierei con nessun altro. Tento di restare umile nella vita professionale e privata e mi diverto ancora da matti”.


Conosce l’impianto di Fieracavalli a memoria. Deve essere un gioco da ragazzi per lei disegnare i percorsi in questa diciannovesima edizione di Jumping Verona.


“Per niente. Conosco impianti a memoria, Verona è tra questi, ma quando devo costruire percorsi è sempre come la prima volta. Dimentico il passato. Guai se non fosse così, rischierei di dare per scontate tante cose e andrei incontro a degli errori. Invece riparto sempre da zero e finora la cosa ha funzionato. Sarà così anche per la tappa di Coppa del Mondo di Verona 2019, impegno faticoso ma stimolante. E poi ogni anno cerco di cambiare qualcosa rispetto al passato, sempre nel massimo rispetto della sicurezza del cavallo e del cavaliere. Non mi piace fare il fenomeno. Mi auguro che il competente pubblico di Verona e chi sarà davanti alla tv apprezzi lo spettacolo”.

Redazione


Fonte: Press. Office Jumping Verona
www.jumpingverona.it

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