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Fieracavalli 2017: Lorenzo, "cavaliere volante" per passione

Fieracavalli 2017: Lorenzo, "cavaliere volante" per passione

Magnifique, il Gala d'Oro di Fieracavalli, è lo spettacolo in programma nelle serate di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 ottobre che vede Lorenzo gestire dodici cavalli liberi simultaneamente

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«I cavalli non ci obbediscono perché ci collochiamo più in alto nelle gerarchie del gruppo. Sono perfettamente consapevoli che siamo esseri diversi, ma collaborano volentieri con noi. Quando poi si instaura un feeling tra cavallo e cavaliere, basta che l'essere umano pensi dove vuole andare e l'animale lo percepisce ed esegue: è incredibile come possano reagire al contatto con il nostro corpo».

 

È questo il segreto del quarantenne Laurent Serre, in arte Lorenzo, il Cavaliere volante: il feeling creato anno dopo anno con i cavalli che alleva personalmente in Camargue, la sua terra d'origine. Sono 50 gli esemplari che accudisce, alcuni ormai anziani, altri puledri appena nati, altri giovani cavalli in addestramento. Sono solo 16, invece, quelli che lo accompagnano negli spettacoli e che sono con lui protagonisti di Magnifique, il Gala d'Oro di Fieracavalli in programma a Verona nelle serate di giovedì 26, venerdì 27 e sabato 28 ottobre.

 

Ma cosa rende davvero speciale lo show di Lorenzo? Sicuramente le sue doti d'acrobata (basti pensare che monta stando in piedi sulla groppa di due cavalli, mentre tutti gli animali galoppano), ma soprattutto il filo invisibile che lo lega ai suoi animali in pista. Lorenzo, infatti, è capace di gestire dodici cavalli liberi simultaneamente chiedendo loro di correre, fermarsi, disporsi in fila o saltare «Come riesco a farmi obbedire? Iniziando a lavorare con loro quando sono molto giovani – spiega la star del Gala d’Oro –. La prima cosa che insegno è di avvicinarsi quando li chiamo e di stare fermi accanto a me. Ci vuole tempo per ottenere risultati senza impaurirli. È un processo lento e graduale ma a loro piace questo modo di lavorare e collaborano volentieri».

 

Un rapporto speciale, quello che lega Lorenzo e i suoi cavalli e che per lui non sono compagni di lavoro, ma una vera e propria passione: «Avrei potuto praticare un altro sport da ragazzo, il calcio ad esempio, ma io ero attratto dai cavalli – racconta –. Ho iniziato per puro divertimento e come sfida con me stesso. Poi, lentamente, superando i miei limiti, quella che era una passione si è trasformata anche in una professione».

 

In foto: Lorenzo, show al Gala d'Oro 2013

Redazione
Fonte: Veronafiere

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