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Fieracavalli 2017: anche l'arte racconta il mondo equestre

Per la prima volta in fiera una monografia dedicata a Nag Arnoldi (autore della statua equestre in bronzo del "Cavallone") e un progetto di arte contemporanea che parla di innovazione, integrazione e ricerca

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Le prime raffigurazioni risalgono a più di 10mila anni fa, sulle pareti delle Grotta di Lescaux, in Francia. Da allora, nella storia, il cavallo ha rappresentato uno dei soggetti preferiti da pittori e scultori. Un legame tra arte e mondo equestre che Fieracavalli di Verona celebra in occasione della sua 119ª edizione, da giovedì 26 a domenica 29 ottobre.

 

La manifestazione ha deciso di ricordare l’opera di Nag Arnoldi, autore anche della statua equestre in bronzo del “Cavallone”, posta all’ingresso del quartiere fieristico e divenuta poi negli anni simbolo di Veronafiere. All’artista svizzero viene dedicata una monografia in 5.000 copie rilegate e realizzate in collaborazione con la Galleria Giorgio Ghelfi, per ripercorrere il suo percorso artistico, raccontato dalle parole del biografo ufficiale, Francesco Butturini.

 

Per sottolineare ancora di più il rapporto millenario tra uomo e cavallo, la rassegna veronese insieme alla fondazione Videoinsight® ha dato vita alla mostra di arte contemporanea Equinox. Allestita al padiglione 8 della fiera, mette in scena sei video di artisti internazionali che si confrontano con tematiche diverse che parlano di integrazione, innovazione e ricerca. Per Emilia Faro e il suo "The Path", il cavallo è l'aiutante perfetto per la faticosa conquista di un equilibrio, per Polina Kanis è l'occasione per una riflessione sulle differenze tra mondo reale e mondo ideale, mentre in "Battle for the Square" di Said Atabekov si arriva all'estremo, rendendo un gruppo di equini protagonisti di una metafora per ogni tipo di lotta violenta. 

Redazione
Fonte: Veronafiere

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