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Eurohaflinger 2015.

Grande successo per la razza Haflinger che riesce a proporre nell´arco di tre mesi una Mostra morfologica mondiale ed un Campionato sportivo.

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Tutte le foto sono state realizzate da Gianluca Sasso.

 Il mondo dell’Haflinger ci è riuscito grazie ai due partner fondatori della nuova Associazione Mondiale di razza, l’Italia e l’Austria.
Ma passiamo a quello che ci riguarda più da vicino come Italia. Non è facile mettere insieme un evento con 260 cavalli presenti, provenienti da nove nazioni diverse e che, soprattutto, sono impegnati contemporaneamente in ben 9 attività sportive tra le più svariate: il tutto in 96 ore (o poco più) di manifestazione. 

   
Andiamo per passi…    Era l’estate del 2013 quando il Presidente ANACRHAI (l’Associazione nazionale razza Haflinger Italia), Francesco Ramella, ha iniziato a proporre l’idea di Milano quale sede del Campionato Sportivo Europeo 2015. Un’idea che sembrava azzardata ma che è stata perseguita con tenacia e che si è rivelata vincente. Una prima visita al PALA JUMPERS di Vermezzo  venne fatta nel settembre del 2013 con un’impressione generale positiva per la potenzialità della struttura ed anche per la collocazione facilmente raggiungibile alle porte di Milano. La concomitanza del EXPO MILANO 2015 era vista come un PLUS per la scelta di Vermezzo.
Gli obbiettivi fondamentali del progetto furono subito chiari per tutti gli addetti a vario titolo
1)    valorizzare il ruolo internazionale del LG italiano impegnandoci nell’organizzazione di un evento europeo.
2)    valorizzare l’Haflinger a livello nazionale come razza da impiego equestre. Quest’ultima cosa non è così scontata come può apparire. L’Haflinger ha fatto un lungo percorso selettivo in Italia negli ultimi 25 anni; un percorso tecnicamente molto rigoroso di riconversione da un piccolo pony tradizionale a un grande pony (piccolo cavallo qualche volta se ci si basa sulle canoniche misure di statura FEI) che ne ha fatto una “razza equestre” interessante sotto molti aspetti. Il Campionato sportivo era un’occasione da sfruttare al massimo a tale riguardo proprio con l’intento di penetrare commercialmente il mondo sportivo facendogli toccare con mano la realtà moderna della razza.
 


Le prime impostazioni organizzative presero il via già nell’autunno 2013 con le riunioni preliminari nel gennaio-febbraio 2014. Grande il lavoro organizzativo dell’APA di Milano che è stato da subito il vero asse portante del progetto con il supporto dell’Associazione Regionale della Lombardia.
Una curiosità… il nome della manifestazione è divenuto da subito EUROHAFLINGER 2015 anche se il brand si chiama realmente Campionato sportivo europeo della razza Haflinger. Un nuovo conio  risultato molto indovinato. Lavori di preparazione molto lunghi ed accurati che hanno dovuto anche superare una sorta di handicap iniziale dovuto al fatto di proporre una sede di Campionato sconosciuta per il mondo della razza; si ricorda che le altre edizioni si erano tenute tutte in sedi dove avvengono normalmente manifestazioni Haflinger, ed in particolare, alcuni famosi Raduni stalloni: Stadl-Paura in Austria, Riem-Monaco in Germania e Merano in Italia.
Alla cosa hanno lavorato da subito persone competenti e valide. Il taglio tecnico sin dalla prima impostazione è stato di elevato livello facendo tesoro delle esperienze precedenti. Il Regolamento è stato infatti, basato, sin dalle prime battute, sulle normative FEI pur trattandosi di un’attività che non rientra ufficialmente  negli eventi sportivi internazionali ufficiali. Anche questa una scelta apparentemente ambiziosa, ma importante e che ha conferito spessore alla manifestazione e molta più chiarezza che in passato sotto il profilo tecnico.


L’avventura è ora finita ed è difficile dall’interno capire se si sono centrati e quanto si sono centrati gli obbiettivi o meno. Dall’affabilità e dai sorrisi (tanti) al momento dei saluti dei diversi atleti e dei Chef d’equipe stranieri sembra che, con tutti i limiti, si possa davvero essere soddisfatti. Inoltre, sotto il profilo più politico interno alla razza, importante ed estremamente gradita è stata la presenza del Presidente dell’Associazione Mondiale, Lukas Scheiber, ad evidenziare come ormai la razza viva un momento di esperienza nella collaborazione internazionale favorevole per tutti.


Circa gli aspetti più tecnici, va detto come prima cosa che il livello medio della razza in termini di attitudine sportiva e degli appassionati che la utilizzano, sta crescendo visibilmente di edizione in edizione. Parola dei Giudici che erano presenti già nelle edizioni 2009 e 2012. Qualche Giudice, sia italiano che straniero, digiuno di Haflinger ha espresso meraviglia per le potenzialità della razza e per il lavoro fatto. Insomma, EUROHAFLINGER 2015 ha testimoniato che il percorso selettivo della razza a livello internazionale (che abbiamo potuto tutti vedere nel giugno scorso alla Mondiale di Ebbs) sta dando i suoi frutti.
 


Circa le annotazioni più italiane, oltre a queste osservazioni, EUROHAFLINGER ha messo in evidenza la razza al mondo sportivo. La presenza dei vertici del Comitato Lombardo e Nazionale FISE, i quali hanno voluto accettare il nostro invito a visitare la manifestazione, e con i quali si è tenuto un apposito incontro, è un fatto importante per far sì che il mondo sportivo nazionale cominci a considerare l’Haflinger nella giusta maniera tra il novero delle razze italiane sportive.


In merito ai risultati sportivi, i riscontri italiani sono stati di tutto rispetto. Su una squadra numericamente di circa 60 cavalli, il medagliere vede 7 ori, 4 argenti e 5 bronzi per un totale di 16 podi. Si è volutamente escluso dal conteggio il settore Trotto e Galoppo, composto da altri 20 soggetti, dove la concorrenza straniera era praticamente inesistente. Insomma, la percentuale di podi è di poco inferiore al 30% circa. Se ci basiamo sul semplice riscontro di Medagliere, l’Italia è ai vertici con l’Austria che ha un carniere di 17 medaglie di cui 7 d’oro. Erano, del resto, le due formazioni più numerose presenti ad Eurohaflinger.  La Germania, pur con una formazione ridotta, ha saputo farsi luce con 10 podi  ed ha la percentuale di medaglie più alta in rapporto ai partecipanti anche se con un solo oro. Molto vivaci anche alcuni piccoli Team: quello Svizzero, quello Danese (molto simpatici, tra l’altro… un vero happy Team)  e quello Ceco che pur con pochi soggetti hanno avuto medaglieri di tutto rispetto. Seguono le altre equipes che, anch’esse di pochi soggetti,  qualcosa di positivo hanno comunque saputo far vedere con l’Olanda che non si è fatta mancare un oro. Purtroppo per la Francia solo un quarto posto come miglior risultato, ma un’Equipe che saprà fare meglio in futuro dopo questa prima partecipazione in assoluto al Campionato sportivo. Ci avrebbe fatto piacere che quel quarto posto nel SO fosse almeno un bronzo.


Diciamo che , en gros, l’affermazione italiana c’è stata e che, se il settore degli Attacchi non avesse dato qualche delusione, peraltro fortuita (rotture meccaniche, errori di percorso ecc..), il carniere di medaglie sarebbe ancora più consistente con probabilmente 1/2 medaglie di metallo anche pregiato in più. Però va detto che questa delusione parziale è stata compensata da successi in altre discipline. Cominciamo dalle discipline olimpiche che solo fino a qualche anno fa erano un po’ fuori dalle nostre corde equestri: il salto ostacoli dove chiudiamo con 2 medaglie (un oro ed un argento) sui 9 podi disponibili.  Un risultato che amplia la sorpresa dell’unico oro nel 2012. Ma vale la pena di sottolineare anche la vasta partecipazione di italiani a questo settore con un quarto ed un quinto posto raggiunto da cavalieri junior, e di cui uno proveniente dalla Sardegna. Un movimento in crescita qualitativa ma anche quantitativa. Nel Dressage c’è ancora strada da fare, ma qualche bel piazzamento entro i 10 primi posti lascia ben sperare, benchè questa disciplina sembri ancora riserva di caccia austriaca, tedesca e di altri Team del nord Europa. Del resto, una situazione non dissimile della realtà equestre nazionale. Con ciò vanno comunque i complimenti ai nostri binomi che si sono battuti al massimo impegnandosi a fondo anche nella fase di e che hanno curato al meglio la preparazione nei mesi scorsi. Altrettanto  possiamo dire del Completo dove entriamo a pieno titolo: peccato un quarto posto sul filo di lana e altri piazzamenti interessanti entro i primi 10. Certo la medaglia di legno lascia un po’ di amaro in bocca, ma avremo modo di rifarci.


Degli Attacchi si è già detto, ma va sottolineato che, comunque, malgrado le fortuite disavventure di alcuni nostri rappresentanti di punta, veniamo a casa con un argento e un bronzo. Un settore che si conferma come una certezza nel mondo sportivo italiano dove sono molti i concorrenti equipaggiati con soggetti Haflinger e dove le buone classifiche dei nostri soggetti non sono più una sorpresa.
Riserva italiana è invece, come da tradizione verrebbe da dire, la Monta Western nelle sue diverse declinazioni. Cinque  medaglie d’oro sulle sei disponibili, più vari argenti e bronzi sono un risultato eccezionale. E’ vero che i partecipanti italiani erano molti, ma anche la rappresentanza straniera, Svizzera e Germania in primis, era notevole.
Insomma, se dovessimo fare una disamina generale, si potrebbe dire che l’Italia ha senza dubbio migliorato i risultati del 2012 ed ora compete a pieno titolo con l’Austria che insieme ad alcuni altri Paesi domina le discipline olimpiche, e con una particolare vocazione Western, ma con crescite significative in tutte le discipline.  
Nel complesso, abbiamo portato a Vermezzo un’ampia rappresentanza del nostro mondo sportivo di un certo livello. Come squadra di casa era d’obbligo e le soddisfazioni non sono mancate.


Un ultimo cenno per quei cavalli italiani che, oltre al successo sportivo, vengono anche da risultati selettivi e morfologici di prim’ordine. Ce n’era più di uno ad Eurohaflinger 2015; un segno del passaggio graduale di mentalità che vede finalmente anche i riproduttori di pregio (maschi e femmine) utilizzati in equitazione sportiva.


Per concludere, ragionando più a largo raggio, si dovrà lavorare sul piano internazionale sfruttando il buon clima di collaborazione che si è instaurato, per dare ancora più “penetrazione” verso l’esterno alle grandi manifestazioni internazionali che l’ambiente Haflinger è capace di esprimere. Materia complessa e che va affrontata con calma, senza creare inutili accelerazioni e cercando di rispettare le aspirazioni e le tradizioni di tutti i partner internazionali con cui collaboriamo. Certo, comunque, che il futuro passa attraverso una sempre maggiore collaborazione tra le diverse realtà nazionali del Haflinger.

Redazione
Fonte: ANACRHAI

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