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Dizionario Equestre Illustrato. Da Acquaro alla Zebra

È una raccolta della maggior parte dei termini tecnici tipici del "mondo del cavallo" con tutte le sue poliedriche sfaccettature.
Ha come finalità primaria quella di evitare che il linguaggio tecnico cada nel dimenticatoio e venga sostituito da termini generici meno appropriati.

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Inoltre, permetterà agli appassionati grazie alle foto ed immagini a colori di poter comprendere a fondo il significato delle parole del gergo equestre. In tal modo si permetterà ai lettori di conoscere cosa si intende per "ardiglione", di conoscere il significato di un cavallo "coronato" e di un cavallo "zaìno", di conoscere cosa si intende per "posta" nel mondo equestre, di capire cos'è la conduzione di un cavallo "sotto mano", si potrà, anche, comprendere la differenza del termine "pattern" nell'ippica o nel reining e tanto altro ancora... ecc...


Dovremmo cercare di utilizzare sempre la parola "giusta" nel contesto giusto per permettere che sopravvivi la completezza della lingua italiana e dell'esatto significato.


Un'altra opportunità è data dalla presenza di una traduzione dei termini equestri in più lingue, come l'inglese, francese, tedesco, spagnolo e per alcuni vocaboli anche il cinese.

 

In questo articolo pubblichiamo i termini che iniziano con la lettera A, seguiranno settimanalmente le altre lettere.

 

 

 

Il libro è acquistabile su AMAZON sia nella versione a colori che in bianco e nero.

 

Titolo: Dizionario Equestre illustrato

Da Acquaro alla Zebra

 

Autore: Piero Acquaro

 

Copertina flessibile: 307 pagine

 

Lingua: Italiano

 

Editore: Independently published

 

 

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(il libro è vivamente consigliato a tutti i lettori del Portale del Cavallo)

 



A
 

ABBANDONARE: (equit.)

si ha quando il cavaliere non mantiene il giusto contatto con la bocca del cavallo. In tutte le riprese di dressage dopo l'ultimo saluto il cavaliere deve far uscire dal rettangolo, il cavallo,  a redini lunghe consentendo di distendere l'incollatura. In gergo si dice anche "abbandonare il cavallo nel vuoto" che si realizza quando il cavaliere davanti un ostacolo, anzichè conservare il contatto, "abbandona" le redini, causando spesso dei rifiuti.

 

ACCETTA o ASCIA: COLPO D -:

è depressione muscolare lineare, si differenzia dal colpa di lancia in quanto ha una forma circolare. Prima la differenza consisteva in base alla zona zoognostica in cui era presente la depressione muscolare. Ora la distinzione consiste in base alla forma che presenta. Il colpa d’accetta è anche un segno di identificazione che è indicato sul passaporto con un triangolo isoscele di colore nero, in corrispondenza al punto zoognostico interessato.

 

ALTA SCUOLA:

si intendono quell'insieme tra  un addestramento avanzato ed un insieme di esercizi che ha la finalità di ottenere un cavallo che si muove con la massima armonia.

I movimenti di Alta Scuola si distinguono in arie basse, arie medie, arie alte e solo le prime sono incluse nelle riprese di dressage sportivo F.E.I. Attualmente l’Alta Scuola è praticata a Vienna ed a Samur, sebbene nacque in Italia con l’Accademia di Equitazione di Napoli (Federico Grisone, Pignatelli…), per questo motivo vi metterò tra parentesi i termini italiani usati al tempo del “Rinascimento” italiano.


Le arie basse sono rappresentate dal passage (passeggio), dalla piroetta e dal piaffe (piaffo), mentre le arie medie sono caratterizzate dal fatto che il cavallo a richiesta solleva il bipede anteriore o il bipede posteriore dal terreno: pesade (pesata), levade (levata), croupade.


Le arie dell’Alta Scuola nacquero per il loro impiego bellico, il cavallo era considerato “un’arma da guerra”, ma al riguardo va precisato che già dal 1500 le arie alte andarono in disuso per la loro scarsa utilità. Nelle arie alte il cavallo, per un istante, non poggia nessun arto per terra. Ecco alcuni esempi di arie alte: courbette (corvetta), "capriole” o cabriole (capriola), ballottata.


Si differenzia dall’equitazione classica il “passo spagnolo” definita dal  Gen. Decarpentry  “un’aria di fantasia”, che consiste nel rilevare con particolare evidenza, alternativamente, un arto anteriore.

 

ALTEZZA:

l'altezza del cavallo è misurata dal punto fisso più alto che è ilgarrese. Si utilizza un'asta centimetrata denominata "ippometro".  con un apposito regolo graduato che prende il nome di ippometro.L'altezza al garrese è particolarmente importante per distinguere un pony da un cavallo.


Un pony per definirsi tale deve essere alto al garrese 148 cm., se ferrato è considerata una tolleranza di 1 cm, ovvero 149 cm. In corrispondenza del garrese, a causa dell’assenza della clavicola, si inserisce una fitta massa muscolare, di tendini e di legamenti che consentono il movimento del treno anteriore (spalle e arti ant.).


Da qui si desume che il garrese non è un punto fisso in assoluto al termine della crescita del quadrupede, bensì la sua altezza può variare in base al grado di allenamento muscolare. Per tale motivo in caso di misurazione di un pony in campo gara vi è una tolleranza di 2 cm (sino a 151 cm se ferrato) considerata la tonicità maggiore della muscolatura.

 

ANDATURE:

L’andatura è il modo in cui si sposta un quadrupede. Il movimento e il gesto di ogni arto si può dividere in:

a)      la levata, istante in cui il piede termina l’appoggio e si solleva da terra, genera lo spostamento;

b)     la posata, istante in cui il piede tocca il suolo e consente di guadagnare terreno;

c)      la battuta, che è il suono che deriva dall’impatto dello zoccolo sul terreno.
 

Una posata e una levata sono uguali a un “tempo” nel gergo equestre (es.: il passo è a 4 tempi). Le fasi intermedie dei tempi sono detti “poligoni di appoggio” che indicano i momenti in cui uno o più zoccoli sono sul terreno, il contrario sono i “poligoni di sospensione”.

I poligoni sono sempre il doppio dei tempi. Esempio i tempi del passo sono 4, mentre i poligoni sono 8, i tempi nel trotto sono 2 e i poligoni di appoggio-sospensione sono 4, i tempi al galoppo sono 3 e i poligoni sono 6.

 

Caratteristiche delle andature

Nel meccanismo delle andature si distinguono due grandi categorie:

      - le andature piane o camminate o marciate (passo)

      - le andature saltate (trotto - galoppo)

 

La distinzione è in funzione alla presenza di un istante di sospensione di tutti e quattro gli arti dal terreno. In rapporto alla fatica ed al dispendio muscolare le andature camminate (senza istante di sospensione), saranno meno faticose delle andature saltate (con un istante di sospensione).

 

Un’altra distinzione la sia ha tra andatura simmetrica (passo, trotto) ed andatura asimettrica (galoppo). Un’andatura si definisce asimettrica quando la successione degli arti è differente a mano destra e a mano sinistra. Infatti la successione degli arti al galoppo a mano destra sarà : post./sx, diagonale sx e ant./dx. Mentre  la successione degli arti al galoppo a mano sinistra sarà: post./dx, diagonale dx e ant./sx.

 

Le andature si dividono in naturali ed artificiali. Quelle naturali sono: ilpasso, iltrottoe ilgaloppo; quelle artificiali, che vengono insegnate all'animale dall'uomo, come per esempio sono l'ambio.

 

Le andature possono anche definirsi "alte", quando sono quelle in cui si verifica un notevole spo­stamento del centro di gravità dell'animale in linea verticale. In alternativa le andature basse sono quelle in cui lo spostamento del centro di gravità dell'animale in linea verticale è molto limitato.

 

APPIOMBI: (anat.)

 

Nel gergo equestre per appiombi si intendono la corretta posizione degli arti rispetto al corpo, considerando le linee direttrici verticalmente (a filo a piombo) degli arti rispetto al piano orizzontale con un cavallo piazzato su una superficie piana. Ovviamente in senso letterale della parola, mai nessun cavallo può essere in un appiombo perfetto, che sarebbe innaturale, infatti si può solo costruire per esempio un muro o una colonna in un appiombo perfetto.



Il 60% - 65% del peso del cavallo è sul treno posteriore data la presenza dell’incollatura: l’addestramento mediante la riunione cerca di spostare indietro il baricentro per aumentare l’ingaggio delle anche (dei posteriori)

 

Per controllare se un cavallo ha buoni appiombi bisogna prima piazzarlo regolarmente su una superficie piana, successivamente verificare le varie linee direttrici.
 

Ad esempio rispetto al bipede anteriore si dovrà tracciare idealmente la perpendicolare, a filo a piombo, dalla punta della spalla. Se la suddetta linea direttrice cade, dalla spalla, qualche centimetro davanti alla punta del piede significherà che il cavallo è in appiombo. Mentre, se la linea direttrice cade più indietro il cavallo è gettato in avanti con sforzo dei tendini, se cade troppo avanti, rispetto al piede, il cavallo è sotto di sé con facilità ad inciampare, specie se arcato davanti (cioè non dritto sui carpi -ginocchi zoognostici-).

 

Per stabilire gli appiombi nel bipede posteriore si deve immaginare una linea direttrice, filo a piombo, dalla punta della natica che sfiora la faccia posteriore dello stinco. Se cade più indietro il cavallo è sotto di sé e tende facilmente a raggiungersi fabbricando. Invece, se la suddetta linea direttrice cade troppo avanti il cavallo è dritto sui garretti con minore flessione dell’arto.
 

I bipedi anteriore e posteriore visti di fronte non devono essere né troppo aperti, perché determinerebbero un’andatura dondolante, né troppo stretti, per la tendenza ad “attingersi” e/o “intagliarsi” (toccarsi e/o ferirsi sulla faccia interna degli arti).
 

Quando la punta del piede esce dalla verticale verso l’interno il cavallo si dice cagnolo, se invece le punte dello zoccolo tende a portarsi all’esterno si dice mancino. Il cavallo cagnolo è soggetto ad attingersi e quindi a ferirsi nelle andature rapide. Il cavallo mancino spesso camminando” falcia”, cioè fa descrivere agli arti una curva in fuori che provoca un dondolamento di tutto il corpo.
 

Quando i garretti deviano verso l’interno il cavallo si definisce vaccino.
 

L’appiombo assume importanza anche dal punto di vista clinico poiché ad ogni sua deviazione dalla normalità possono essere legate patologie a carico di ossa, articolazioni o tendini e causa di zoppie. 

 

APPOGGIO:

A)       è la pressione che il cavallo esercitasull'imboccatura, spesso come conseguenza dell'azione digambadel cava­liere. L'appoggio ideale deve essere leggero: il cavallo non deve pesare sulla mano e deve rispondere alla minima pressione esercitata dallemanidel cavaliere allabocca. Inoltre, è bene che il cavallo mastichi e salivi, senza tensioni e nervosi­smo.
 

A)       Montarein appoggio: è il metodo ideale e particolarmente elegante per montare insella, ma oggigiorno un po' in disuso.Il cavaliere si avvicina allaspalla sinistra del cavallo, impugna leredinicon la mano sini­stra, appoggia la mano destra sulpomodella sella, quindi con un salto resta in appoggio sulle braccia, sposta il corpo verso destra sulla sella, sostenendosi sempre con le braccia, alza la gamba destra e scavalca la sella, infila i piedi nellestaffeper,  infine, sedersi dolcemente, in modo da non gravare sul dorso del cavallo.
 

A)       "Appoggio" è una delle due fasi in cui si appoggia ciascunartoalle di­verseandature. L'appoggio ha inizio quando il cavallo toc­ca il terreno con la punta delpiedee si conclude quando anche iltallone èappoggiato al suolo. L'altra fase è la leva­ta che consiste nell'alzata, nella spinta in avanti e nel pe­riodo di sospensione dell'arto.
 

A)       "Ticchio d'appoggio" è un vizio di scuderia caratterizzato, che si presenta nella popolazione equina con una percentuale che varia dal 5 al 15%. La manifestazione tipica è quella del cavallo che afferra con gli incisivi una qualsiasi base d’appoggio (es: la parte superiore della porta del box o il bordo della mangiatoia). Può, con o senza appoggio, introdurre aria nell’esofago (aerofagia) e nel farlo emette un rumore caratteristico. ("windsucking"). Il tic d’appoggio può avere diversi gradi di espressione ed a volte potrebbe essere un fattore che favorisce l'insorgenza di coliche. Normalmente questi comportamenti sono tipici dei cavalli e difficilmente presenti nei "cugini" asini.

 

ARIA:

Le arie costituiscono dei movimenti che, ai tempi del Medioevo, i cavalieri eseguivano per disim­pegnarsi dal nemico, durante i combattimenti.


I movimenti di Alta Scuola si distinguono in arie basse, arie medie, arie alte e solo le prime sono incluse nelle riprese di dressage sportivo F.E.I. Attualmente l’Alta Scuola è praticata a Vienna ed a Samur, sebbene nacque in Italia con l’Accademia di Equitazione di Napoli (Federico Grisone, Pignatelli…), per questo motivo vi metterò tra parentesi i termini italiani usati al tempo del “Rinascimento” italiano.


Le arie basse sono rappresentate dal passage (passeggio), dalla piroetta e dal piaffe (piaffo), mentre le arie medie sono caratterizzate dal fatto che il cavallo a richiesta solleva il bipede anteriore o il bipede posteriore dal terreno: pesade (pesata), levade (levata), croupade.


Nella pesade il cavallo solleva il treno anteriore con un angolo di circa 45°, piegando gli arti anteriori e flettendosi sui garretti. Un esempio artistico lo abbiamo con il ritratto di Jacques-Louis David (capofila del Neoclassicismo in pittura) che raffigura “Napoleone al passo del gran San Bernardo”.


Solo per dovere di precisione, nei confronti del lettore, è doveroso precisare che secondo i canoni dell’alta scuola una perfetta pesade dovrebbe avere gli arti anteriori appaiati e piegati vicino al petto, ma ovviamente il ritratto non voleva catechizzare i canoni dell’Alta Scuola, ma desiderava rappresentare artisticamente un Napoleone vittorioso.

Redazione
Fonte: Piero Acquaro

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