Nord Piave

Da Appennino a Maremma 2016

Cavalcanti della Tradizione, dodici cavalieri che montano con bardature tradizionali cavalli Maremmani e Tolfetani

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Federico Martini Archivio Ufficio Turismo Comune di Grosseto 5d111cf088.jpg

È una magia: improvvisamente si aprono tutti i recinti, i cavalli nitriscono all’aria, i puledri si muovono inquieti, le bestie escono tutte. Sono gli animali che devono comporre una sola mandria in marcia, che insieme costituirà la Transumanza.


E così, in branco uomini ed animali, arrivano da vie remote sulle quali un tempo, viandanti, pastori e greggi si spostavano a piedi o a cavallo per raggiungere, dall’Appennino le “Maremme” alla ricerca di un luogo migliore per passare l’inverno, cercare cibo ed inseguire la sopravvivenza.


Sono i Cavalcanti della Tradizione, dodici cavalieri che montano con bardature tradizionali cavalli Maremmani e Tolfetani, seguiti da una razzetta di dieci puledri scossi e due muli, che ormai da anni ripercorrono questi tratturi secondo il rito immutabile delle transumanze che avvenivano a settembre, quando all’inizio della stagione rigida dai monti si scendeva in pianura verso i pascoli costieri più ricchi.


Quest’anno, hanno deciso di demonticare su un diverso tracciato: quello che dalle montagne fiorentine del Mugello attraverso la Val di Sieve, il Chianti, il senese e la provincia di Grosseto, arriva nella città maremmana, con l’obiettivo di recuperare una parte del vasto reticolo di tratturi ancora riconoscibili, di vie erbose e strade bianche, per renderle così fruibili e trasformarle in una nuova offerta turistica per coloro che amano immergersi nella natura alla scoperta degli aspetti più segreti del territorio.


L’idea che propone questa Associazione è, infatti, quella di rintracciare e valorizzare questo sistema di strade di Transumanza, cercando di comprendere le forme di scambio che avvenivano tra le genti, individuando quali erano i punti di sosta e di abbeverata, gli stazzi, i borghi, i castelli, le pievi e le abbazie e tutte quelle emergenze comunque collegate insieme da un tratturo, dove ancora oggi sono presenti e vivi gli antichi valori della tradizione locale.


Grosseto, la città, il cui territorio è stato segnato nell’ossatura economica dalla transumanza pastorale e dalla memoria di “trasportare” insieme alle greggi, usi, costumi, artigianato e prodotti della terra, accoglierà questo arrivo negli spazi dell’Ippodromo del Casalone, nell’ambito del Festival dei Cavalli 2016, organizzato dall’Associazione Nazionale del Cavallo Maremmano.


In ricordo di questo antico rito, un coltello di Scarperia ed un fiasco impagliato con il vino della Val di Sieve suggelleranno questa moderna migrazione proveniente dai Comuni di “Scarperia e San Piero” e “Pontassieve”. Due doni simboleggianti tutti i saperi e le culture che hanno per secoli attraversato la Toscana con la Transumanza, che saranno ricambiati dalle istituzioni della Città di Grosseto con due uncini da buttero.


La Transumanza, al di là dell’aspetto economico, si può, dunque, considerare come la genitrice di tutte le culture che si sono stratificate in Maremma, terra di crocevia di tradizioni diverse portate delle genti in cammino, che le hanno impresso un’identità contaminata da segni profondi.

 

 

10 settembre Scarperia-Mugello

18 settembre Grosseto -Ippodromo del Casalone

Redazione
Fonte: Ambra Famiani

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