Corso/Convegno alla Fiera di Sant'Alessandro

Degno di nota l'interesse al mondo Ovino con il primo Open Day del progetto "Stilnovo" con il contributo scientifico della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa e delle Università di Pisa e di Firenze.

L'iniziativa coordinata dal Caseificio Sociale Manciano (Grosseto) avrà come primo appuntamento la visita presso l'Azienda agricola Fabio Toccaceli in località V° Cavallini - Podere Cafaggio, sabato 22 aprile 2017.

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L'iniziativa vuole unire il miglioramento della qualità del latte alla riscoperta delle essenze autoctone, favorendo un’alimentazione ancora più sana per le pecore e le ricadute positive sul prodotto finale.

Durante l’Open Day, dalle 10,30 in poi di sabato, sarà possibile assistere alla mungitura delle pecore, visitare la stalla, assaggiare formaggi di produzione maremmana e vivere una giornata all’aria aperta fra territorio, tradizioni rurali e antica arte casearia.

…”Noi del Portale del Cavallo, sempre attenti al benessere degli animali, siamo particolarmente favorevoli a queste iniziative che vedono il loro benessere come parte integrante di un progetto, ci auguriamo che la ricerca Universitaria in collaborazione con imprenditori e aziende agricole dedite all’allevamento, riescano a mantenere nel tempo tali obiettivi.

E’ auspicabile che l’allevamento di Ovini, particolarmente nel mirino in questi giorni in occasione della Pasqua, possa, attraverso una attenta analisi di mercato nel breve e medio termine, fare maggior uso di seme già sessato per la produzione di agnelli prevalentemente di sesso femminile per raggiungere una economia ecosostenibile in grado di garantire all’allevatore ottimi profitti nella produzione di prodotti di alta qualità nel settore del latte e derivati, evitando così per migliaia di giovani agnelli la macellazione nei primi 20 giorni di vita e messi poi sul mercato a prezzi scontatissimi, come già ampiamente denunciato da numerose testate giornalistiche”.


Detto questo, eccoci al primo appuntamento del progetto ‘Stilnovo’ che punta a un miglioramento sostenibile del latte Ovino.
Manciano (Grosseto) è ora di ‘Stalla Aperta’, per riscoprire l’arte casearia.

Una giornata dedicata agli allevamenti ovini e ai formaggi della Maremma, a partire dal Pecorino Toscano DOP, con la possibilità di conoscere da vicino la produzione e le iniziative per garantire il continuo miglioramento del latte. E’ quella in programma sabato 22 aprile, a partire dalle ore 10.30, a Manciano, presso l’azienda agricola Fabio Toccaceli, in località V° Cavallini - Podere Cafaggio.

L’iniziativa, organizzata dal Caseificio Sociale Manciano con il titolo ‘Stalla Aperta’, è rivolta a famiglie e bambini che vorranno scoprire come ‘nascono’ i formaggi di pecora. Oltre alla visita, sarà possibile assaggiare le specialità ovine, simbolo dell’eccellenza gastronomica della Toscana, e vivere una giornata all’aria aperta fra territorio, tradizioni rurali e antica arte casearia.

L’iniziativa rappresenta il primo Open Day del progetto ‘Stilnovo’ - coordinato dal Caseificio Sociale Manciano con il contributo scientifico della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e delle Università di Pisa e di Firenze - che vuole unire il miglioramento della qualità del latte alla riscoperta delle essenze autoctone, favorendo un’alimentazione ancora più sana per le pecore e ricadute positive sul prodotto finale.

Il programma. La giornata inizierà alle ore 10.30 presso l’azienda agricola Fabio Toccaceli - uno degli allevatori coinvolti nel progetto ‘Stilnovo’ insieme ad altri otto soci del Caseificio Sociale Manciano - dove sarà possibile incontrare tutti i soggetti che stanno portando avanti ‘Stilnovo’ e visitare i terreni dove è in corso la sperimentazione della coltivazione di essenze autoctone. Dalle ore 11 alle ore 13 è prevista la visita alla stalla, mentre intorno alle ore 13.30 si potranno degustare i formaggi prodotti dal Caseificio Sociale Manciano. La giornata continuerà nel pomeriggio, dalle ore 14.30 alle

Il progetto ‘Stilnovo’ è un progetto di filiera finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Toscana per migliorare la qualitàdel latte ovino, grazie a innovazioni di processo e di prodotto, frutto del trasferimento di conoscenze e tecnologie messe a punto dalla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, dal Centro interdipartimentale di ricerche agro-ambientali (CIRAA) dell’Università di Pisa e dal Dipartimento di scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente (DISPAA) dell’Università di Firenze. Il progetto coinvolge nove soci allevatori del Caseificio Sociale Manciano, i loro greggi e alcune aree di pascolo, dove saranno introdotte pratiche agricole sostenibili per migliorare la qualità del latte, il benessere degli animali e la produttività delle imprese. I soci allevatori coinvolti nel progetto sono; Azienda Bragaglia; Enrico Bargagli; Alessandro Bruni; Valeria Bruni; Fabio Garofani; Loriano Lombrichi; Cesare Rosati; Fabio Toccaceli; Alessandro Rovai e Lorenzo Villani.

Le fasi del progetto. Il progetto è già avviato e prevede, nella prima fase, il trasferimento delle agrotecniche innovative nelle aziende partner. Nella seconda fase, lo studio continuerà con l’analisi dei processi di trasformazione e stagionatura, attraverso test dedicati alle caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei formaggi a crosta edibile. Il progetto si chiuderà nel 2018 con la diffusione dei risultati finali. Le varie fasi del progetto saranno al centro di Open Day rivolti a cittadini, scuole e comunità locali per promuovere e diffondere i risultati raggiunti.

Gli obiettivi. ‘Stilnovo’ punta a introdurre pratiche innovative per la gestione sostenibile delle risorse foraggere, al fine di migliorare la produzione di latte; prolungare il pascolamento; aumentare la redditività delle aziende e garantire maggiore biodiversità e sostenibilità al comparto agricolo. Su queste basi, il progetto ha come obiettivi principali la riscoperta e la coltivazione sia di essenze autoctone che innovative per una migliore alimentazione delle pecore, che si traduce anche in un latte migliore, disponibile per quasi tutto l’anno rispetto ai 5-6 mesi attuali, e in minori costi per l’alimentazione delle pecore da parte delle aziende. A questo si uniscono una maggiore competitività dei prodotti e delle aziende e una maggiore tutela del territorio grazie alla riduzione dello stato abbandono e del rischio di erosione dei terreni coltivati.

Redazione
Fonte: Agenzia Robespierre
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Lisa Cresti o Veronica Becchi

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